Nel ricordo di Russi rinasce il master per manager sportivi

L’università nella primavera del 2020 riattiverà il corso intitolato alla memoria dell’ex preside Sorgi Le lezioni saranno organizzate in collaborazione con le associazioni locali e con la Federcalcio
TERAMO. Nel ricordo di Luciano Russi l’università rilancia un percorso di studi per il management sportivo. La giornata in ateneo dedicata all’ex rettore, nel decennale della sua morte, è stata la cornice ideale per presentare il progetto dedicato alla formazione di dirigenti di società che operano nel mondo dello sport.
Non si è trattato di una pura coincidenza tra i due eventi. Proprio Russi fu ideatore e fondatore a metà degli anni ’90 del master in Diritto ed economia dello sport, che aveva sede ad Atri e da cui l’iniziativa dell’ateneo prende le mosse. Quell’esperienzamaturò nella creazione del corso di laurea in Scienze giuridiche economiche e manageriali dello sport, di cui fu preside Giuseppe Sorgi a cui sarà intitolato il nuovo master, prima dell’interruzione. Il filo spezzato con la fine di quel percorso – terminato dieci anni fa – sarà riallacciato a partire dal prossimo anno accademico. «Il corso partirà tra la primavera e l’estate del 2020», annuncia il rettore Dino Mastrocola, «e sarà una riedizione dell’iniziativa precedente, con contenuti leggermente modificati». La rinnovata versione del master avrà come tema di riferimento ‘Comunicazione e politiche dello sport’, sintentizzando così l’interdisciplinarità del progetto che vede coinvolte due facoltà. A Scienze politiche e Scienze della comunicazione, infatti, farà riferimento il corso la cui strutturazione è stata affidata ai docenti Adolfo Noto e Luigi Mastrangelo. La specializzazione in management sportivo sarà il punto di riferimento nella fase di riavvio del percorso, ma Mastrocola guarda in prospettiva. «Auspico che quest’attività in futuro possa trasferirsi anche su un’offerta formativa di primo e di secondo livello in questo settore», osserva, «perché ce n’è tanto bisogno e credo che si possa fare quando ancora sarò rettore». C’è però un aspetto, legato all’iniziativa, che va oltre i contenuti formativi. «In questo progetto l’università collaborerà con le associazioni sportive», tiene a evidenziare Mastrocola, «sviluppando ulteriormente il collegamento con il territorio». Come nella precedente edizione sarà fondamentale per il master il rapporto con la Federcalcio che nell’incontro in ateneo è stata rappresentata, in assenza del presidente Gabriele Gravina, che è stato anche docente del corso, da Sergio Quirino Valente e dal presidente regionale della Lega nazionale dilettanti Daniele Ortolano secondo cui «l’intuizione di Russi di portare lo sport modo accademico ha inciso profondamente sulla formazione dei dirigenti con segni che sono tutt’ora ben visibili».
La presentazione del master si intreccia così al ricordo carico di stima e di affetto nei confronti dell’ex rettore. In particolare quello della moglie e presidente della fondazione che porta il nome del marito Ornella Iavicoli Russi. «Quella dei corsi dedicati alla dirigenza sportiva fu un’esperienza pionieristica in Italia e in Europa», afferma sottolineando che per l’allora rettore «fu una sorta di rivincita verso gli ambienti accademici che tenevano fuori lo sport». Per Christian Corsi, preside di Scienze della comunicazione, il master «riattiva un disegno strategico di Russi e suggella il rapporto tra la nostra facoltà, che deve molto proprio a lui, e quella di Scienze politiche».
La giornata di studi è stata caratterizzata anche dal dibattito sulla riedizione del libro dell’ex rettore ‘La democrazia dell’agonismo’ sui cui contenuti si sono soffermati Nicola Occhiocupo, che è stato alla guida dell’università di Parma e componente dell’Autorità per la concorrenza e il mercato, ed Ezio Sciarra, ex docente dell’ateneo teramano e fondatore della facoltà di Scienze sociali della D’Annunzio. Per entrambi è stata l’occasione anche per ricordi personali di Russi che scrisse a metà degli anni ’90 anche l’opera teatrale: ‘Un paese normale’ portata in scena nel pomeriggio a conclusione dell’iniziativa, per la regia di Rosario Galli. La storia è il frutto di una vita di studi dedicata a Carlo Pisacane, personaggio del Risorgimento italiano a lungo tempo dimenticato.
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