«Nell’ex mercato coperto devono tornare i negozi»

14 Giugno 2018

Articolo 1-Mdp spiega perché ha bocciato l’idea di realizzarvi un hospice E sul piano industriale della Giulianova Patrimonio chiede «unità d’intenti»

GIULIANOVA. Articolo 1-Mdp, nell’ambito del progetto industriale presentato e proposto dalla Giulianova Patrimonio, si dice favorevole alla realizzazione di un “hospice”, ma da ubicare in un luogo diverso rispetto all’ex mercato coperto di piazza Dalla Chiesa. Sul punto il capogruppo Valerio Rosci, che ha dedicato diverso tempo allo studio della proposta della municipalizzata, è chiaro: «Riteniamo che per l’avvio di un hospice, su cui siamo d’accordo, si debba trovare un’altra localizzazione. Chiediamo al riguardo che all’interno del piano industriale della Giulianova Patrimonio venga previsto il recupero dell’edificio che per anni ha ospitato il mercato coperto. L’immobile, una volta portato a nuova vita, sarebbe da adibire ancora all’esercizio per cui è nato con la prerogativa di affittare gli spazi commerciali per l’attività di vendita al pubblico, coniugando la necessità di tutelare il commercio alimentare a chilometri zero».
Nei giorni scorsi il gruppo consiliare di Articolo 1-Mdp ha consegnato ai colleghi del Partito Democratico delle proposte racchiuse in sei punti sul piano industriale. Il documento, come affermato dalla capogruppo dem Federica Vasanella, verrà sottoposto quanto prima all’approvazione degli iscritti. I punti riguardano la riorganizzazione funzionale, restyling e completamento del palazzo Kursaal Lido, la creazione del villaggio della solidarietà Acquaviva, l’ampliamento del cimitero urbano, l’impianto di cremazione delle salme, l’hospice con centro di riabilitazione oncologica e la digitalizzazione dei servizi. Sul confronto in corso Rosci sottolinea: «La discussione è ancora aperta e l’approfondimento con la Giulianova Patrimonio deve ancora avvenire. Ci sentiamo di chiedere alle forze politiche che partecipano al dibattito di raggiungere un’unità di intenti ed intraprendere contestualmente un confronto con le nostre società partecipate. Solo dopo aver trovato una sintesi, si potrà avanzare pubblicamente una proposta condivisa, fattibile ed utile per la crescita della città».
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