Neofascisti, no del giudice ad altri 6 arresti

5 Aprile 2026

Richieste rigettate dopo gli interrogatori preventivi dei giovani accusati di istigazione a delinquere 

TERAMO. Il giudice respinge le richieste di arresto di altri sei indagati presunti appartenenti alla cellula neofascista di Roseto che nei giorni scorsi ha portato all’esecuzione di sette misure, dal carcere ai domiciliari fino all’obbligo di dimora con firma. Il provvedimento del giudice Lorenzo Prudenzano è arrivato dopo gli interrogatori preventivi (così come previsto dalle legge Nordio) a cui sono stati sottoposti i sei giovani accusati di istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. L’indagine dei carabinieri, partita dopo l’assalto di ottobre a una macchina dei carabinieri, ha svelato l’esistenza di un gruppo che si faceva chiamare “Gioventù fascista rosetana” inserito nel tifo del Roseto basket in chiave violenta.

Una violenza che si coniugava, almeno così emerge dalla lettura delle chat acquisite dagli investigatori, con ideologie di estrema destra: così nelle conversazioni scambiate sul gruppo Whatsapp “Roseto youth”, con circa 40 membri, venivano condivise foto e immagini di stampo nazista, musiche e slogan fascisti. La chat, inoltre, veniva utilizzata per sfogare odio verso gli stranieri, in particolare verso i migranti che a Roseto trovano ospitalità nel residence Felicioni. La corposa indagine ha portato all’iscrizione di 17 persone nel registro degli indagati per diverse ipotesi di reato a partire proprio dall’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

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