Nereto, ancora siringhe al belvedere

25 Gennaio 2019

I tossicodipendenti abbattono il cancelletto per accedere di notte all’area verde

NERETO. Meno di un anno fa, il commissario prefettizio di Nereto Alberto Di Gaetano fece ripulire il parco alberato del belvedere a Nereto, disponendo la chiusura dell’accesso delle scalette per evitare che i tossicodipendenti lasciassero siringhe e fiale abbandonate. Qualche giorno fa, qualcuno ha abbattuto il cancelletto di fortuna in legno ed è tornato a bucarsi nel parco situato alle spalle dell’anfiteatro comunale Bertoldt Brecht, in pieno centro a Nereto, abbandonando le siringhe. Il sindaco Daniele Laurenzi non ha perso tempo ed ha ordinato non un cancelletto facilmente attraversabile o vandalizzabile, ma una grata in ferro che sarà bullonata impedendo a chiunque anche di scavalcare per accedere nottetempo nel parco e bucarsi o fare atti vandalici.
«Ho dato già disposizione», commenta il primo cittadino di Nereto, «di procedere all’acquisto e montaggio dell’inferriata perché si impedisca ogni accesso ai tossicodipendenti. Polizia locale e carabinieri stanno collaborando per cercare di capire di chi siano i responsabili». La telecamera fissa situata in zona guarda di fronte alle sedute dell’anfiteatro per cui non riesce a registrare immagini lateralmente. Qualche tempo fa il sindaco Laurenzi ha deciso di murare l’ingresso al bocciodromo comunale, inutilizzato e diventato un covo di spacciatori e tossicodipendenti. «Quel cancello in legno dell’anfiteatro non è sufficiente e lo farò sostituire», disse prima ancora che si verificasse il danneggiamento lasciando campo libero ai tossicodipendenti. A marzo dello scorso anno gli operai della Poliservice raccolsero ogni tipo di rifiuto pericoloso e speciale: riempirono un secchio solo di siringhe al quale si aggiunse immondizia di ogni genere come bottiglie, lattine e altro. Chi bivaccava nel costone alberato di quello che anticamente era il “belvedere” di Nereto, si era portato sedie, panchine ed altri arredi urbani tarsportandosi da altre parti del paese. Alll’anfiteatro era stato piazzato un cancellato di fortuna, fatto di pali in legno e pedana.
Alex De Palo
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