Nereto, Di Gaetano accusa: «In Comune non funziona nulla»

24 Aprile 2018

Il commissario: la politica ha lasciato l’ente senza personale e la macchina amministrativa fatica ad andare avanti

NERETO. «Qui non funziona nulla e il Comune di Nereto è diventato cattivo pagatore. Ci sono soggetti che, legittimamente, devono essere pagati ma, per carenza di personale e non di denaro, l’ente non salda i suoi debiti esponendosi a solleciti, lamentele e rischi di denuncia».
È impietosa l’analisi del commissario prefettizio al Comune di Nereto, Alberto Di Gaetano, alla guida dell’ente dal dicembre scorso. «La politica, ed è gravissimo, non si è voluta occupare del personale. Al turnover dei lavoratori che sono andati via o in pensione non è stato dato seguito, per cui non sono avvenute le sostituzioni facendo perdere opportunità occupazionali». Di Gaetano spiega come, nei bilanci, non siano stati riportati i cosiddetti “resti assunzionali” dei lavoratori cessati negli anni precedenti che, al di là dei vincoli imposti dall’alto e nei limiti della spesa, avrebbero permesso al Comune di Nereto di non arrivare con il fiato corto e senza personale impiegato. Tradotto, oggi, significa avere servizi inefficienti, ritardi nei pagamenti e la macchina comunale ferma con le quattro frecce. Del resto, basta farsi un giro per Nereto per rendersi conto anche dello stato di incuria in cui versano strutture e parchi, come le strade.
«Il Comune è rimasto senza personale di polizia locale», spiega Alberto Di Gaetano, che ha dovuto procedere lui alla chiamata in servizio, assumendo dalla graduatoria a tempo determinato del Comune di Sirolo, nelle Marche, un agente di polizia locale. «L’ufficio tecnico è con due professionisti assunti a tempo determinato, l’area finanziaria l’ho trovata senza funzionario, quasi soppressa; l’area amministrativa (anagrafe, elettorale, Stato civile ndc) è senza dirigente, andato in pensione». Il problema è che mancano i dirigenti preposti alla firma, senza il cui parere nulla avanza. Se non c’è, ad esempio, chi vista il parere di regolarità contabile o firma i mandati di pagamento, non si saldano i debiti. Se non c’è chi firma il parere di regolarità tecnica, si blocca l’urbanistica o i lavori pubblici. Quanto all’anagrafe, la precedente amministrazione sapeva del pensionamento ma non ha fatto nulla per affiancare qualcuno al dipendente in uscita, non una procedura di mobilità, né una convenzione a scavalco. «È una situazione complessiva che affonda le radici lontano nel tempo», spiega il commissario prefettizio, «un problema atavico che mi fa pensare come la politica nel tempo non si sia messa d’accoro per volere questo o quello al posto di comando, seguire questa o quella procedura assunzionale. Ed ecco il risultato», conclude Alberto Di Gaetano.
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