Nereto, finito il braccio di ferro con due ex Lsu: il Comune paga

3 Gennaio 2019

Dopo una lunga battaglia legale il consiglio riconosce il debito fuori bilancio di 60mila euro I lavoratori socialmente utili furono usati come dipendenti. Laurenzi critica le precedenti giunte

NERETO. Il Comune riconosce come debiti fuori bilancio le sentenze del giudice del lavoro di due ex Lsu e, solo per questi, la cifra ammonta a quasi 60mila euro. Con il riconoscimento di questi due debiti fuori bilancio da parte del consiglio comunale si chiude l'ennesima pagina controversa legata «ad una passata particolare gestione del personale a tempo determinato», afferma il sindaco, Daniele Laurenzi. Questi debiti, come altri, entrano nella sfera patrimoniale dell'ente con un atto di responsabilità del consiglio comunale che ha votato unanimemente (assenti Fabio Cinì dei 5 Stelle e Maurizio Corini del Pd) sulla scorta di sentenze da cui emerge dai documenti che dal 2002 al maggio 2008 in forza di continui rinnovi di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, gli stessi contratti, viste le mansioni e gli orari prestabiliti, estranei a qualsiasi esigenza temporanea dell'ente, sono stati riconosciuti come veri e propri contratti di lavoro subordinati.
«Personalmente ritengo che questo epilogo determini l'ennesimo disastro amministrativo: da un lato ritengo che sono stati soddisfatti i diritti, legittimi, degli ex lavoratori che però non sono stati stabilizzati quando forse si poteva reintegrarli», osserva il sindaco, «e dall'altro lato l'ente che da anni ha una carenza enorme di personale ora deve destinare delle risorse finanziarie importanti (60.000 euro oltre le spese legali da quantificare e pagare) che potevano essere destinate per migliorare i servizi». A queste cifre vanno aggiunte le altre di ex Lsu che fecero causa al Comune. «Ho voluto fortemente portare questi due debiti entro la fine dell'esercizio finanziario 2018 per consentire agli uffici di impegnare le somme e procedere immediatamente alla liquidazione di quanto dovuto ai due ex dipendenti, senza ulteriori ritardi e aggravi di costi», prosegue Laurenzi, «infatti ad esempio, a mio avviso è stato inutile e solo un ulteriore accrescimento di spese di giudizio e legali aver proposto opposizione avverso il decreto ingiuntivo del novembre 2017 poiché il credito azionato in via monitoria da uno dei due ex dipendenti trovava fondamento nella sentenza della Corte di Appello dell'Aquila del novembre 2016 che ha riformato parzialmente la sentenza di primo grado (del 2015 dove veniva riconosciuto il livello B7)».
Secondo il sindaco, sarà la Corte dei Conti a valutare le condotte amministrative che hanno generato questi debiti, «che non sono i primi e non saranno gli ultimi se penso alla mole dei contenziosi soprattutto riguardanti personale e urbanistica per via di vecchi espropri letteralmente "sui generis". Affronteremo questi problemi cercando di sanare tali situazioni informando e confrontandoci con la cittadinanza», conclude Laurenzi.
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