Nereto, in centinaia per l’addio a Fazzi
Il giornalista ricordato da un toccante discorso della figlia In chiesa anche politici regionali, sindaci e tanti colleghi
NERETO. Le parole di Fabiana Fazzi hanno toccato il cuore delle centinaia di persone presenti al funerale del padre Claudio, ieri pomeriggio a Nereto. Nonostante il dolore, la primogenita del caposervizio del Messaggero è riuscita a regalare a tutti, a sé per prima, un sorriso distensivo prima di pronunciare il ricordo del padre. Ha scelto un passaggio del Cantico dei Cantici per anticipare il suo pensiero. «Papà, Claudio, è stato uno straordinario giornalista ed un grande uomo», sono stati alcuni passi del discorso della giovane figlia, che ha mostrato un carattere forte ed è stata capace come pochi di nascondere il dolore per dare sostegno a chi ne aveva più bisogno. «Aveva i suoi pregi ed i suoi difetti. Amava il suo giornale, Il Messaggero, anzi lui era Il Messaggero. Ha amato la sua famiglia; è vero, aveva un carattere particolare, ma ha dato tanto a noi e a chi lo ha conosciuto». Ne è seguito un fragoroso applauso che ha stemperato la mestizia dell’addio al giornalista neretese, scomparso a 59 anni.
Il parroco di Nereto, don Silvio De Gregoriis, che ha concelebrato con il vice don Roberto Camerucci, rivolgendosi ai familiari di Claudio Fazzi ha detto: «Non piangete, perché Dio è amore». Ai figli del giornalista deceduto, ha aggiunto: «Siate ora voi il conforto e la forza per i vostri nonni e vostra madre». L’immagine che più ha trafitto il cuore è stata la sofferenza che traspariva dai volti scavati dei genitori di Claudio Fazzi, a cui l’avverso destino ha strappato prima il secondogenito Adriano in un incidente stradale avvenuto nel 2008 fuori regione e poi il primogenito Claudio, deceduto giovedì, il suo primo giorno di ferie, mentre faceva jogging. I figli del caposervizio del Messaggero, Fabiana, Noemi e Christian, e la moglie Agnese hanno mostrato un dolore composto. La stessa tempra del padre. All’estremo saluto dello storico giornalista del quotidiano romano hanno partecipato in tanti. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta, i colleghi di ieri e di oggi, maggioranza ed opposizione alla Regione tra cui Dino Pepe, Gianni Chiodi e Paolo Gatti, sindaci e amministratori comunali di Nereto e Corropoli, avvocati, uomini di cultura, rappresentanti di categorie. C’era anche qualche amico di liceo di Claudio. La salma del caposervizio del Messaggero, dopo il rito funebre, è stata tumulata nella cappella di famiglia a Nereto.
Alex De Palo
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