Nereto, inchiesta sul bilancio

La Procura indaga dopo l’esposto presentato dall’ex vice sindaco Di Felice
NERETO. Scatta l’inchiesta della Procura sul bilancio del Comune di Nereto. Il sostituto procuratore Silvia Scamurra, infatti, ha delegato alle indagini la guardia di finanza di Nereto che ha già provveduto ad ascoltare come persona informata sui fatti il segretario comunale in qualità di responsabile dell’area finanziaria. Al momento non risultano indagati.
L’inchiesta della Procura teramana prende spunto dall’esposto dell’ex vice sindaco di Nereto, Piero Di Felice, capogruppo d’opposizione di “Direzione Futuro”. Nell’esposto, va sottolineato, non sono stati fatti nomi ma semplicemente circostanze di ordine amministrativo.
Alla missiva sulla «ricostruzione giuridica del bilancio consuntivo 2015», Di Felice aveva allegato due determine dirigenziali relative al bilancio approvato nel maggio 2016. In particolare, l’ex numero due di palazzo di città aveva manifestato perplessità in ordine a due determine riportanti lo stesso numero (79) ma con numero di pubblicazione diverso (261 e 267) l’ultima delle quali in parte modificata. Perché? E’ tutto regolare? Queste le domande di Di Felice che a metà dicembre 2016 ha inviato gli atti sia alla Procura di Teramo sia alla Corte dei Conti. Da quell’esposto è partita l’inchiesta tanto che il pm titolare ha delegato le fiamme gialle neretesi guidati dal luogotenente Matteo Tenace alle indagini. Il primo atto è stato quello di ascoltare il segretario comunale. Va ricordato, che proprio sul bilancio consuntivo 2015 che il vice sindaco di allora Piero Di Felice si era dimesso dalla carica lasciando anche i banchi della maggioranza. Di Felice, più volte, prima di decidere di costituire gruppo autonomo aveva manifestato perplessità e dubbi sui numeri del bilancio.
Alex De Palo
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