NERETO
Sta per arrivare la resa dei conti per i minorenni coinvolti nell’aggressione al professore di diritto avvenuta nell’istituto scolastico Peano-Rosa di Nereto. L’indagine interna alla scuola è praticamente conclusa. E il consiglio d’istituto domani è chiamato a decidere sulle sorti degli studenti, tutti tra i 14 e i 15 anni di età, che hanno provocato il ferimento del docente di diritto. Si va verso la bocciatura con una insufficienza in condotta. Anche se non è da escludere l’espulsione.
IL PERCORSO PREVISTO
A esprimersi sarà il consiglio d’istituto. L’organo collegiale, oltre a essere di garanzia per gli studenti, che saranno ascoltati fornendo la loro versione dei fatti, dovrà fare sintesi con i procedimenti interni aperti nei confronti di almeno quattro dei ragazzi della classe del Peano-Rosa di Nereto, accusati dell’atto di bullismo nei confronti del prof, avvenuto la scorsa settimana. Quest’ultimo, come ha raccontato al Centro, ha detto ad alcuni allievi che non avrebbe consentito interrogazioni dell’ultimo minuto a chi aveva delle gravi insufficienze da recuperare. Quindi per alcuni sarebbe stato impossibile saldare il debito scolastico formato dai brutti voti. Sarebbe stata questa, quindi, la comunicazione che ha scatenato la reazione del gruppo.
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Il docente di diritto ha presentato una denuncia ai carabinieri. Non tutta la classe è finita sotto la lente della scuola, come erroneamente ricostruito in un primo momento, bensì solo quegli studenti che – direttamente o indirettamente – hanno preso parte al grave episodio che ha portato al ferimento del docente, costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso per la frattura del naso. I componenti del consiglio d’istituto si riuniranno domani per analizzare il fascicolo. Il confronto sarà franco e la dialettica garantita, assicurano dalla scuola. Una riunione a porte chiuse a cui potranno partecipare gli studenti, gli insegnanti e la dirigente scolastica dell’istituto superiore vibratiano.
A RISCHIO L’ANNO SCOLASTICO
Dall’esame dell’istruttoria, dopo aver ascoltato tutte le parti, saranno assunte le decisioni che vanno dal cinque in condotta, con la conseguente ripetizione dell’anno scolastico, all’espulsione. L’ultima opzione è la più pesante ed è applicata nei casi gravissimi. Al Peano-Rosa non è stata mai adottata. «Sarà una decisione collegiale meditata, ragionata, basata sui fatti e sugli elementi emersi, senza interferenze dall’esterno» è quanto trapela dalla scuola. Peseranno, eventualmente, anche altre valutazioni, come la condotta durante il resto dell’anno scolastico e il rendimento dei ragazzi. La terza strada, che al momento appare impraticabile, porterebbe al rinvio del provvedimento e bisognerebbe quindi attendere la prossima convocazione. Essendo praticamente concluso l’anno scolastico, i docenti hanno poco tempo per esaminare il caso. Sono alle prese con gli scrutini che riguardano tutti gli iscritti a liceo ed Ite, nonché gli altri della classe del biennio finita nell’inchiesta. Nessuna ripercussione dovranno subire coloro che con la vicenda non hanno avuto alcun ruolo. Per loro varrà il profitto conseguito nel corso dell’anno scolastico. In sede giudiziaria, contro l’eventuale decisioni del consiglio d’istituto si può ricorrere al Tar, trattandosi di atti emanati da un’autorità pubblica.
L’INDAGINE INTERNA
Mai era accaduto al Peano-Rosa che gli studenti mettessero al muro un prof, fino a ferirlo. Un comportamento che, secondo le regole dell’istituto, va punito senza indugio alcuno. Non è solo un atto di volontà, ma soprattutto una regola a cui la dirigenza non può sottrarsi. Il professore ferito – otto giorni di prognosi, finora – si è visto circondato da alcuni studenti. Qualcuno lo avrebbe spintonato contro il muro. Nelle ore successive all’episodio, è partita l’indagine interna alla scuola che portato a individuare i presunti autori, qualcuno reo confesso. E, sempre nella stessa giornata, il dirigente scolastico Margherita Trua ha presentato denuncia ai carabinieri della stazione di Nereto, come ha fatto anche il docente ferito, una volta dimesso dall’ospedale. Due denunce depositate in forma del tutto autonoma.
IL PROCEDIMENTO PENALE
La denuncia ha portato come inevitabile conseguenza a investire la procura del tribunale per i minorenni dell’Aquila. Le indagini dei carabinieri sono in corso, volte ad accertare i fatti avvenuti nell’aula della scuola. L’ipotesi di reato nel fascicolo è quella di lesioni ai danni di un pubblico ufficiale, tale è considerato un docente che esercita le sue funzioni all’interno della scuola e che, in questo contesto, subisce un danno. Una indagine che non s’incrocia, in questa fase, con quella interna di tipo disciplinare, che resta invece atto amministrativo.
LA PRESIDE “A PORTA A PORTA”
Oggi, la preside abruzzese sarà a Roma, negli studi televisivi di “Porta a Porta”, programma condotto da Bruno Vespa. Ospite nel salotto del giornalista aquilano, Margherita Trua sarà intervistata e racconterà i fatti, rispondendo alle domande del conduttore e degli opinionisti in studio, nel corso della registrazione. Ci sarà anche il ministro Giuseppe Valditara.
LE SCUSE
Il docente ha incassato una lettera di scuse da parte di una delle famiglie degli alunni coinvolti. «In merito a quanto accaduto a scuola, desideriamo esprimerle le nostre più sincere scuse per l’episodio che l’ha coinvolta e per le conseguenze fisiche che ne sono derivate», si legge nella nota inviata all’istituto e indirizzata al docente, «Siamo profondamente mortificati per quanto successo e, al di là delle dinamiche che verranno chiarite nelle sedi opportune, riteniamo importante trasmetterle il nostro rammarico e la nostra vicinanza». E infine augurano «una pronta guarigione» all’insegnante. Il professore di diritto si è detto pronto, proprio sulle pagine del Centro, a perdonare gli studenti e a ritirare la denuncia «se capiranno ciò che hanno fatto».