Nereto, rimosso dal parco secchio pieno di siringhe

Gli operai della Poliservice in azione per ripulire il covo dei tossicodipendenti Oggi la stessa operazione verrà eseguita nel bocciodromo, che sarà murato
NERETO. Guanti in gomma, scarpe antinfortunistiche e muta da lavoro cangiante: i “Mastrolindo” della Poliservice si sono tuffati così nella discarica creata dai tossicodipendenti nel centro di Nereto. Ieri mattina, armati di attrezzi da lavoro e presidi di sicurezza, gli operai si sono messi a lustrare lo schifo che regna alle spalle dell’anfiteatro comunale Bertold Brecht. In pochi minuti, hanno tirato su ogni tipo di rifiuto pericoloso e speciale: un secchio pieno solo di siringhe che dovranno essere smaltite non secondo la procedura standard, ma come rifiuto speciale sanitario, al quale si è aggiunta immondizia di ogni genere come bottiglie, lattine, cartacce e altro. Chi bivacca nel costone alberato di quello che era il “belvedere” di Nereto si è portato sedie, panchine ed altri arredi urbani che ovviamente si trovavano altrove.
Oggi sarà fatto un sopralluogo anche al bocciodromo da cui si accede attraverso i giardini pubblici di via Gramsci, altra area degradata e saccheggiata, rifugio di tossici e spacciatori. Qui occorrerà armarsi di pazienza e tirare via qualche altro chilo di rifiuti speciali del dopo-buco. Ma bisognerà anche interdire l’accesso alla struttura attraverso le due porte completamente divelte. Il commissario prefettizio, Alberto Di Gaetano, non ha esitato un attimo ad imporre la bonifica dell’anfiteatro Brecht e delle strutture abbandonate nei giardini pubblici di via Gramsci. Ha ordinato l’installazione di cancelli per interdire l’accesso ai luoghi che un tempo erano di socializzazione ma che oggi sono diventati ricettacolo di immondizia e ritrovo di tossicodipendenti e non solo. All’anfiteatro è stato piazzato un cancello di fortuna. Al bocciodromo occorrerà murare l’ingresso, se si vuole evitare l’accesso facile ai vandali.
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