Nervi tesi nella giunta per le opere post-sisma

21 Agosto 2019

L’assessore Marroni: «Su questo argomento serve una scossa, i soldi ci sono» Il sindaco: «I ritardi sono dovuti ai problemi della ricostruzione pubblica»

TERAMO. Nervi tesi in giunta sull’edilizia scolastica. A evidenziarlo le dichiarazioni rilasciate dall’assessore alla pubblica istruzione Maria Cristina Marroni alle telecamere di Vera Tv, suonate come un atto d’accusa nei confronti della collega con delega all’edilizia scolastica Stefania Di Padova. Rispondendo a domande sugli interventi post sisma Marroni, ribadendo come quella all’edilizia non sia una delega di sua competenza, ha evidenziato la necessità di «dare una scossa su questo argomento, perché i finanziamenti sono già in essere nelle casse comunali. Manca la fase finale della progettazione». Marroni ha sottolineato anche di aver scritto una mail al settore lavori pubblici per ricordare due bandi in scadenza, di cui uno del Miur rivolto alle quattro regioni colpite dal sisma, ed evidenziato la volontà di farsi dare il fascicolo sul nido di via Diaz per ricostruirne la storia. Parole che hanno fatto emergere tensioni in maggioranza successivamente smentite dalla stessa Marroni. «Non c’è nessuna polemica», ha detto, «sulle scuole come amministrazione dobbiamo accelerare e lo dico anche a me stessa».
Ad oggi per quanto riguarda le scuole oggetto di finanziamenti che passano attraverso l’Usr, il Comune ha chiuso la progettazione per la scuola di Villa Ripa, sta chiudendo quella per la San Giuseppe e ha approvato il documento preliminare alla progettazione per il Braga e la De Iacobis. «Il fatto che sulla ricostruzione riferita all’edilizia scolastica si stia andando a rilento non è cosa nuova, ma senza voler cercare alibi quest’ultima sconta tutti problemi della ricostruzione pubblica in centro Italia, che è ferma», ha detto il sindaco Gianguido D’Alberto, cercando di smorzare le polemiche, «non è un problema relativo all’assessore alla pubblica istruzione, all’edilizia scolastica o al sindaco». Gli enti locali, dunque, possono solo cercare di intervenire su uffici e competenze e individuare una specifica attività dedicata all’edilizia scolastica. «Il bando per individuare un responsabile dell’ufficio sisma ci consentirà di riorganizzare le competenze all’interno del quinto settore», ha continuato D’Alberto, «ma la svolta può arrivare solo dallo sblocco della ricostruzione pubblica, che non dipende dai Comuni». D’Alberto è intervenuto anche sui finanziamenti disponibili, sottolineando come l’unico nodo da sciogliere sia quello sia relativo alla Savini, per la quale sono stati stanziati oltre 4 milioni. «I fondi sono legati a un intervento di demolizione e ricostruzione. Per questo abbiamo attivato un dialogo con l’Usr per capire quali sono gli spazi di manovra», ha concluso, «fermo restando che si tratterà di un intervento di adeguamento, non potrà prescindere da una collocazione urbanistica che non spogli il centro cittadino». L’intenzione, dunque, ferma restando l’interlocuzione con l’Usr, è di ricostruirla esattamente dov’è.
©RIPRODUZIONE RISERVATA