Nessun rinforzo all’Ater per gestire le pratiche

Salini: «Né la Regione né le circolari hanno previsto personale aggiuntivo» A evidenziare la carenza di tecnici anche Iachini del comitato dei terremotati
TERAMO. La mancanza di personale necessario a gestire le pratiche della ricostruzione investe anche l’Ater, che però a differenza di Comuni e Usr non ha mai ricevuto risposta alle richieste di un potenziamento dell’organico. A evidenziarlo è il commissario Nicola Salini, che sottolinea come nonostante le difficoltà l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale abbia portato avanti un grande lavoro di programmazione e progettazione. «Attualmente l’Ater ha una struttura ordinaria che prevede 30 persone in pianta organica», spiega Salini, «a fronte delle 20 unità realmente presenti, fermo restando che sono in corso 5 assunzioni. Detto questo va fatto presente che per quanto riguarda il cumulo delle pratiche relative alla ricostruzione, nonostante sia stato chiesto personale in più né la Regione né le diverse circolari che si sono succedute, che hanno preso in considerazione solo Usr e Comuni, hanno previsto personale aggiuntivo per questa azione straordinaria».
Una carenza di organico a fronte della quale l’Ater è riuscita comunque a presentare all’Usr tutti i progetti. «Abbiamo svolto un lavoro estenuante, i dipendenti n on sono andati in ferie», continua Salini, «ma abbiamo presentato tutti i progetti e ottenuto i nulla osta. Adesso, di concerto con l’ufficio speciale, abbiamo deciso che determinati progetti li lavorerà l’Usr, che ha ottenuto nuovo personale». Negli uffici Ater, intanto, sono in corso di lavorazione 21 progetti, che interessano abitazioni con danni lievi (B). «Si tratta di palazzine di cui l’Ater ha la proprietà al 100 per cento», sottolinea Salini, «in quanto per quelle miste, dove alcuni inquilini hanno riscattato l’abitazione e sono diventati proprietari, l’iter è più complesso. Questi 21 progetti interessano ben 371 sfollati». In totale sono 597 gli alloggi Ater danneggiati dal sisma, sui 2700 di proprietà dell’azienda. «Di fatto un quarto degli alloggi Ater è stato colpito dal sisma», conclude Salini, «ma anche gli altri, che sono stati costruiti tra gli anni ’50 e gli anni ’80, necessitano di un’attenzione particolare». A sottolineare la carenza di personale all’Ater anche il presidente del comitato degli sfollati Leo Iachini, che ieri ha partecipato all’incontro a Colleatterrato con il presidente Marco Marsilio. «Al di là delle passerelle politiche di questi anni», ha detto, «nessuno ha fatto niente. Nessuno si è mai preoccupato del personale tecnico che manca, che l’Ater fosse in difficoltà». In ogni caso per Iachini oggi il tempo delle promesse è finito. «Non bastano gli impegni generici», conclude, «senza considerare che le case lesionate dal sisma si sono deteriorate ulteriormente col passare del tempo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

