Nessuno compra i terreni del Comune Asta ancora deserta

L’ente abbassa i costi del 20%, ma rimangono invenduti i nove lotti edificabili di via Orsini nord e di via Ippodromo
GIULIANOVA. Nulla di fatto per l’asta pubblica di alienazione di terreni edificabili comunali: è la terza volta consecutiva che non sono state presentate offerte di acquisto per 9 lotti nella zona E2 turistica, in viale Orsini nord, e in via Ippodromo. Sfuma così per il Comune di Giulianova, per l’ennesima volta, la possibilità di incamerare almeno parte degli sperati 2 milioni e 500mila euro previsti dalla vendita di tutti i lotti in vendita.
Questi terreni, infatti, sono stati già oggetto di due precedenti aste pubbliche nel 2013 e nel 2014 e, per andare incontro agli acquirenti, stavolta il Comune aveva anche abbassato il prezzo a base d’asta del 20%. Per i terreni della zona E2, infatti, un rettangolo di terra posizionato alla fine di viale Orsini, su lato nord, compreso tra via Nervi e via Moranino e diviso in 9 lotti destinati alla realizzazione di villette a schiera (il cambio di destinazione d’uso venne fatto nel 2012), il bando prevedeva un costo di 232mila euro per ciascuno dei primi 7 lotti di 500 metri quadrati l’uno, a fronte di 290mila del 2013, e di 278mila euro per gli ultimi 2 lotti di 600 metri quadrati, che però non erano stati inseriti nel precedente bando. Il pezzo di terra in via Ippodromo di 980 metri quadrati, invece, destinato alla costruzione di una palazzina, era in vendita a partire da 392mila euro, a fronte di 490mila. Nessuno, però, ha ritenuto di voler presentare un’offerta di acquisto, vuoi per il difficilissimo momento economico che ha azzoppato gli investimenti dei privati, vuoi perché i terreni non fanno gola perché sono situati in zone periferiche della città (entrambi sono adiacenti alla ferrovia).
Con la chiusura del bilancio alle porte però (si parla di fine maggio o giugno), quei 2milioni e mezzo avrebbero davvero fatto comodo alle casse comunali costrette a fronteggiare tagli del governo e anche le mancate entrate visto che moltissimi giuliesi sia commercianti sia privati non hanno ancora pagato la Tari, la tassa sui rifiuti, avvalendosi del ravvedimento operoso che permette di saldare il debito entro l’anno con pochissime sanzioni amministrative. Con i balneatori costituitisi in consorzio, il Coba, e con l’avvio della loro raccolta differenziata autonoma, gli introiti comunali scenderanno ulteriormente di 370mila euro, visto che a tanto ammonta il pagamento della Tari da parte dei concessionari dei lidi. E chissà che l’unica via d’uscita sia costituita ormai solo dalla vendita della Julia servizi, la società partecipata 100% comunale che vale più di 6 milioni di euro.
Margherita Totaro
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