Neurologia ritorna unità complessa

Il reparto teramano era stato declassato nel 2013. Il nuovo primario è Assetta, a Teramo dal ’92
TERAMO. Non tutti i reparti vengono declassati, per fortuna. Nell'ambito delle azioni di riordino della rete ospedaliera, l'ospedale di Teramo ha riacquistato come unità operativa complessa la neurologia che, invece, nel 2013 era stata declassata ad unità operativa semplice a valenza dipartimentale. Un riconoscimento importante per un reparto molto attivo in vari campi, ma soprattutto nel trattamento degli ictus.
Maurizio Assetta da ieri è il nuovo direttore dell’unità operativa complessa di neurologia-stroke unit del Mazzini.
Il medico ha 57 anni, pescarese ma teramano di adozione, è sposato e padre di due figli.Si è laureato in medicina all'università di Chieti nel 1983 e si è specializzato in neurologia all'Università dell'Aquila nel 1988 con il massimo dei voti.
La sua formazione professionale specialistica si è tuttavia svolta alla clinica neurologica dell'università di Chieti.
Dal 1992 è medico nel reparto di neurologia di Teramo dove ha svolto numerosi incarichi di responsabilità professionale e gestionale.
Di fatto dal 2010, tranne un breve periodo, Maurizio Assetta è stato responsabile della unità operativa di neurologia-stroke unit.
«L'unità operativa complessa che il dottor Maurizio Assetta dirige», si legge in un comunicato stampa della Asl di Teramo, «è particolarmente impegnata nel trattamento-gestione delle patologie cerebrovascolari (la stroke unit di Teramo è tra le più attive della regione e punto di riferimento per le procedure di trombolisi meccaniche per pazienti provenienti da altre Asl anche di regioni limitrofe), della sclerosi multipla, delle malattie neurodegenerative (parkinson e parkinsonismi, demenze) e delle Cefalee (centro cefalee).Nella unità operativa complessa di neurologia-stroke unit è attivo anche un importante servizio di neurofisiopatologia impegnato nella diagnostica elettrofisiologica in particolare per l'accertamento degli stati di morte cerebrale finalizzato all'espianto d'organi».
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