Neve e ghiaccio, più allarme che disagi

Fa discutere la chiusura delle scuole dopo una nevicata modesta. Il Comune punge la Provincia: ignorato il capoluogo
TERAMO. Di neve ne è caduta poca, ma in compenso le polemiche non mancano – come accade ormai da molti anni alla minima precipitazione nevosa.
LE SCUOLE CHIUSE. Aver chiuso le scuole con un’ordinanza delle 23 di domenica ha fatto guadagnare al sindaco di Teramo Maurizio Brucchi molti “mi piace” su Facebook, probabilmente quasi tutti di studenti (come lui stesso ha ammesso ieri sorridendo), ma anche i mugugni dei genitori di piccoli alunni che non potevano essere lasciati a casa da soli. Mamme e papà che non hanno avuto il tempo di organizzare un piano B e hanno dovuto giocarsi un giorno di ferie per stare con i figli (mentre fuori beffardamente c’era il sole, e la poca neve caduta domenica sera si scioglieva...), non hanno certo gradito. Oggi si rientra a scuola, a Teramo come negli altri comuni i cui sindaci domenica avevano sospeso le lezioni, ma sullo stop di ieri resta l’impressione di una forzatura dovuta ad eccesso di prudenza.
DI STEFANO ACCUSA. L'allerta meteo ha tenuto sveglio tutta la notte l'assessore alla protezione civile del Comune Rudy Di Stefano. Ha seguito ora per ora il lavoro delle squadre e dei mezzi impegnati nella pulizia delle strade, e anche grazie al fatto che la nevicata è stata intensa ma breve la situazione è rimasta sotto controllo. Le uniche zone che hanno registrato disagi, stando a quanto riferito dall'assessore, sono quelle collinari e più periferiche in cui i spazzaneve e spargisale del Comune non sono potuti arrivare. Di Stefano, però, polemizza con la Provincia e affida alla sua pagina Facebook un commento al vetrìolo a chi gli chiede conto della mancata pulizia lungo la strada per Castrogno. L'assessore spiega che quell'arteria è dell'amministrazione provinciale ma non si limita a questa spiegazione. «Ho fatto circa 48 ore non stop e non ho beccato un mezzo della Provincia in azione», scrive, «in alcuni casi, laddove non interferiva con il nostro programma, siamo intervenuti noi... ma capirete che è già difficile arrivare ovunque per quanto di nostra competenza, impossibile fare anche il lavoro di altri». Di Stefano conclude il post pubblicato ieri dicendosi «dispiaciuto della considerazione pari a zero che la Provincia ha riservato al comune capoluogo, rendendo in alcuni casi inutili i nostri sforzi (principalmente quelli dei cantonieri che stanno dando anima e corpo interrottamente da ieri alle 23)».
LA PROVINCIA. Da parte dell’amministrazione provinciale non è arrivata alcuna replica, solo una breve nota di consuntivo che recitava: «L’ondata di maltempo del weekend non ha creato particolari problemi alla viabilità provinciale, i mezzi dell’ente e quelli delle ditte incaricate hanno fatto fronte alla nevicata della notte scorsa, mantenendo libere e transitabili le strade. Al numero verde 800-017069 non ci sono state segnalazioni di particolare criticità e nelle ultime ore i mezzi sono stati impegnati nello spargimento di sale poichè l’unico vero problema, comunque tenuto sotto controllo, è la formazione di lastre di ghiaccio. Questa mattina (ieri, ndr) un automezzo pesante non dotato di pneumatici da neve, è rimasto bloccato sulla provinciale 60 in località Castrogno. Anche in questo caso sono comunque intervenuti i mezzi della ditta incaricata consentendo quindi all’autotrasportatore di ripartire».
LA DISAVVENTURA. Pur non essendo stata una reale emergenza, la nevicata – ma soprattutto la conseguente gelata – qualche disagio lo ha creato. E la testimonianza che segue lo dimostra. «Non voglio rischiare la vita sugli autobus!». A parlare è Sara Santarelli, una studentessa di Montorio al Vomano, protagonista, assieme a una decina di passeggeri, dell’odissea che ieri mattina ha coinvolto l’autobus dell’Arpa Montorio-Teramo (via Frondarola) delle 7,20. Un viaggio apparentemente normale, ma che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia. Sara si stava recando in pullman ad Ascoli dove studia. «Il viaggio da Montorio è stato tranquillo fino all’imbocco della vecchia strada per Teramo», racconta Sara, «davanti a noi c’era un mezzo spartineve, ma la strada era visibilmente ghiacciata; quando il bus è salito nel piazzale di Frondarola nella manovra di retromarcia ha sbandato. L’autista si è fermato ed è sceso per valutare se proseguire la manovra, ma il mezzo ha iniziato a procedere all’indietro. Si è creato forte panico; abbiamo urlato, l’autista è risalito, è riuscito a fermarlo e noi siamo scesi». Tra i passeggeri, tra i quali c’erano anziani, è subentrato un forte spavento e così evidentemente anche nell’autista, che ha deciso di non proseguire la corsa e affidare i viaggiatori a un altro autobus in arrivo da Montorio che li avrebbe attesi nella fermata prima della galleria. «Frastornati», prosegue Sara, «con il ghiaccio sul fondo stradale abbiamo dovuto camminare un bel pezzo di strada per arrivare al posto indicato». Sara è provata da questa disavventura ed essendo solita utilizzare i mezzi pubblici per spostarsi lancia una polemica sulla sicurezza per i passeggeri. «Non mi aspettavo di vivere questa brutta esperienza», conclude Sara, «anche se troppe volte ho assistito a situazioni di disagio sugli autobus. E' un mio diritto legittimo di cittadina utilizzare mezzi pubblici sicuri e che ci sia una gestione preventiva delle situazioni di emergenza anzichè lasciare il tutto ad azioni di impulso e dettate dalla difficoltà del momento».(dv-gdm-adf)
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