Nidi, tariffe più basse per le fasce deboli

4 Aprile 2019

Introdotti nuovi scaglioni di reddito con aumenti per gli Isee più alti. Marroni: «Seguito il principio dell’equità sociale»

TERAMO. Dopo anni in cui sono rimaste invariate le rette dei nidi vengono rimodulate per adeguarle al costo effettivo del servizio. Un adeguamento che prevede anche nuove fasce Isee e tariffe maggiormente contenute per i redditi più bassi.
Le novità, che partiranno dal prossimo anno scolastico, sono racchiuse nella delibera approvata dalla giunta con cui vengono determinate le tariffe per i servizi a domanda individuale in vista dell’approvazione del bilancio di previsione. Per quanto riguarda i nidi, in particolare, le fasce di reddito Isee passano da sei a tredici. Fino ad oggi la prima fascia comprendeva tutte quelle famiglie con Isee fino a 10.600 euro, che pagavano una retta mensile che oscillava da 110 a 154 euro in base all’orario di uscita dei bimbi dal nido. A partire da settembre, invece, la prima fascia interesserà i redditi fino a 4mila euro, per i quali la retta mensile oscillerà tra i 65 e i 125 euro. A risparmiare saranno anche le famiglie con Isee compreso tra i 4mila e i 6.200 euro, per le quali la retta andrà da 80 a 135 euro. La spesa resterà invece invariata per la fascia Isee immediatamente superiore, quella fino a 10.600 euro, almeno nei primi due orari di uscita dei bambini: fino alle 14.30 si pagheranno 110 euro, fino alle 16.30 invece 132 euro. L’aumento, per questa fascia, riguarderà la tariffa con uscita dal nido alle 18.30, che salirà dagli attuali 154 euro a 180 euro. Per quanto riguarda le altre fasce il Comune ha previsto infine una modulazione che vedrà oscillare la tariffa base (quella con orario fino alle 14.30) dai 140 euro per i redditi Isee tra 10.600,01 e 14mila euro ai 440 per quelli sopra i 4mila euro, con tutta una serie di importi intermedi. Modulazione che, con importi diversi, interesserà anche le tariffe relative alle altre due fasce orarie.
Un’altra novità riguarda poi il servizio di trasporto scolastico: mentre restano invariate le fasce di reddito e quindi le tariffe per il servizio scuolabus effettuato con i mezzi del Comune, si introduce la determinazione della tariffa in base al reddito Isee per il servizio effettuato dalle autolinee private. Cinque le fasce previste, con il costo annuale che in base alle tratte percorse oscillerà da un minimo di 90 euro ad un massimo di 180 euro per i redditi Isee fino a 10.600 euro ad un minimo di 160 euro ad un massimo di 340 per i redditi sopra i 35mila euro. Al momento, infine, restano invariate fasce e tariffe per le mense, anche se l’intenzione del Comune è di adottare anche in questo caso lo stesso sistema utilizzato per le tariffe di iscrizione al nido. Nella delibera, inoltre, vengono approvate anche le tariffe per l’uso dei locali comunali e degli impianti sportivi e vengono richiamate quelle per l’utilizzo del parcheggio a pagamento nei pressi della stazione, che restano invariate. «Abbiamo inteso rivedere e aumentare le fasce di reddito Isee per le rette dei nidi comunali», ha commentato il vicesindaco Maria Cristina Marroni, «seguendo il criterio di una maggiore equità sociale, in ossequio al principio costituzionale della progressività. Così alleggeriamo il peso delle rette per le famiglie meno abbienti, modulando le fasce in modo ampio e articolato».
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