«Niente detrazioni con figli disoccupati di più di 26 anni»

5 Settembre 2014

GIULIANOVA. «Come vengono tutelati i pensionati che, come me hanno dei figli a carico perché disoccupati di età superiore ai 26 anni?». Questa è la domanda che si pone un giuliese, appunto pensionato...

GIULIANOVA. «Come vengono tutelati i pensionati che, come me hanno dei figli a carico perché disoccupati di età superiore ai 26 anni?». Questa è la domanda che si pone un giuliese, appunto pensionato e con due figli grandi che non lavorano, dopo aver appreso che l’amministrazione comunale ha stabilito per la Tasi l’aliquota massima del 2,5 per mille. Per l’ex Imu sulla prima casa, infatti, il Comune di Giulianova ha deciso di adottare l’aliquota maggiore introducendo due tipi di sgravi fiscali: dai 15 ai 20 euro per ogni figlio a carico al di sotto dei 26 anni (per le famiglie numerose) e in base alle rendite catastali più modeste degli immobili, indicativamente fino a 500 euro. Più elevata è la rendita, minore è la detrazione, che varia da 50 euro fino a un minimo di 30. Ma, in un periodo di crisi in cui i giovani spesso non lavorano e vivono a casa dei genitori fino a tarda età, o si arrangiano con lavori saltuari, i giuliesi si sono chiesti se era proprio necessario indicare l’età precisa dei figli. «Questa manovra sulla Tasi», commenta l’uomo, «penalizza fortemente le fasce sociali più deboli. La crisi sta soffocando intere famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese. Avrebbero dovuto evitare di stabilire l’età dei figli». L’altro problema deriva dalle case ricevute in eredità, che pure sono soggette a Tasi, Imu e Tari. «Mia moglie», continua infuriato, «ha ricevuto in eredità un’abitazione, ma non ha reddito personale. Le tasse allora ricadranno tutte sul capofamiglia». E poi risulta anche impossibile vendere un immobile, pur di non pagarci le tasse.

La giunta e la maggioranza mantengono la loro posizione, difendendo la scelta presa. «Se avessimo applicato un’aliquota più bassa ma senza prevedere detrazioni», aveva spiegato l’assessore al bilancio Katia Verdecchia, «la Tasi avrebbe avuto conseguenze perverse, andando a privilegiare i proprietari di case con rendita più elevata». La prima rata della Tasi scadrà il 16 ottobre e la seconda il 16 dicembre, in coincidenza col pagamento dell’Imu sulle seconde case. Il pagamento della Tari, la tassa sui rifiuti, è scaglionato in tre rate, le prime due di acconto (15 settembre e 17 novembre) pari al 35% e l’ultima (31 gennaio 2015) a saldo in base alle nuove tariffe, non ancora stabilite. (m.t.)

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