Niente direttore alla Giulianova patrimonio

16 Ottobre 2018

Nulla di fatto all’assemblea della società: una delibera di consiglio impedisce di procedere alla nomina

GIULIANOVA. Il divorzio all’interno della maggioranza è passato anche attraverso la delibera di giunta numero 180 dello scorso 5 ottobre, l’ultima guodat adal sindaco Francesco Mastromauro. Il pomo della discordia dunque non è stato solo la questione Asmel, la stazione unica appaltante proposta dall’ex sindaco Mastromauro che chiedeva di uscire dalla Sua della Provincia di Teramo. Infatti, la mattina del 5 ottobre la giunta ha votato, con l’astensione dell’assessore del Pd Fabrice Ruffini, il provvedimento riguardante la nomina dei direttori generali delle municipalizzate Giulianova Patrimonio e Julia Rete. Per la prima azienda tutto si sarebbe dovuto concretizzare nel pomeriggio di martedì scorso quando l’assemblea dei soci è stata convocata dal sindaco facente funzioni Nausicaa Cameli con a latere l’amministratore della società Luca Ranalli e la segretaria generale Daniela Marini. Cameli, nonostante il suo voto favorevole in giunta, ovviamente ha dovuto tener conto di quanto ricordato da Ruffini, cioè di una delibera di consiglio comunale del 7 maggio 2018 con cui fu approvato un emendamento del Pd che prevedeva l’istituzione del direttore generale all’esito dell’approvazione del piano industriale della Giulianova Patrimonio, al fine di limitare i costi di gestione. Approvazione mai avvenuta e, quindi, porte sbarrate all’introduzione della nuova figura. E così c’è stato il nulla di fatto con il rinvio della nomina ad altro momento più consono. Il consigliere comunale e segretario del Pd Gabriele Filipponi afferma: “Sarebbe stato opportuno, sulla nomina del direttore generale della Giulianova Patrimonio, tener conto dell’espressione del consiglio comunale prima di votare la delibera di giunta del 5 ottobre. Infatti, il consiglio aveva approvato l’emendamento sottoscritto dalla maggioranza che rinviava l’adozione della figura del direttore generale ad un momento successivo all’approvazione del piano industriale. Questo prevedeva l’avvio di nuove attività ed in primis l’ampliamento del cimitero, una reale esigenza per la città non più procrastinabile. Bene ha fatto l’assessore Fabrice Ruffini ad astenersi sul voto in giunta, ricordando a tutti i presenti quanto deliberato dal consiglio comunale qualche mese prima. Un atto di grande responsabilità da parte di Ruffini che ha evitato probabili problemi futuri all’amministrazione». E' facile prevedere che ci sarebbero stati dei ricorsi. (al.al.)
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