Niente fondi per i rifugiati, hotel in crisi

9 Ottobre 2024

L’albergatore Romani: «Aspetto un rimborso da 300mila euro che non arriva, la mia e altre strutture rischiano la chiusura»

ROSETO. «Non ci viene ancora detto come, quando e se ci pagano. Abbiamo dato un tetto agli ucraini, ma da giugno 2023 non ci paga più nessuno. Non ce la facciamo più, alcune strutture rischiano la chiusura». È lo sfogo di Anthony Romani, titolare dell’hotel Baia del Re a Cologna Spiaggia. Lui e altri quattro albergatori rosetani non hanno più ricevuto rimborsi per l’ospitalità data ai rifugiati ucraini. Dal 17 giugno dello scorso anno è stata comunicata alle strutture la loro uscita dal programma Designa (che prevedeva compensi agli alberghi per gli ospiti ucraini). Ma gli albergatori non se la sono sentita di mettere alla porta donne e bambini, continuando a ospitarli fino alla primavera con spese a carico delle strutture che non hanno più ricevuto fondi.
Romani attende un maxi rimborso di circa 300mila euro. «Da giugno 2023 a marzo di quest’anno li ho tenuti gratis», spiega, «ma da aprile ad oggi non riusciamo ad avere un incontro per farci capire quali saranno, se ci saranno, le soluzioni. Siamo cinque strutture in grossa difficoltà. Mi sono rivolto alla Regione e mi è stato detto che dipende dal Governo e viceversa, è uno scaricabarile. Abbiamo accolto persone che scappavano dalla guerra, continuando a dargli da mangiare quando ci veniva detto di buttarli fuori. Abbiamo detto alla Protezione civile di venirli a prendere, ma non servito a nulla». Gli albergatori non hanno mai pensato di cacciare i rifugiati, ma la situazione economica delle stesse appare sempre più preoccupante. «Non riuscivo a cacciarli, chi ero io per mandare via quelle persone?», aggiunge Romani, «avevo circa venti ucraini che non sapevano dove andare. La Protezione civile mi ha detto che non poteva portarle via. C’è stato inoltre l’onorevole Giulio Sottanelli che aveva fatto un’interrogazione parlamentare: com’è andata a finire questa interpellanza?». E riferendosi ai suoi circa venti ospiti racconta: «Si è creata tra virgolette una famiglia. Loro sapevano benissimo che qui non sarebbero potuti rimanere e quando ho cominciato a far capire loro che stavo andando in difficoltà, loro si sono mossi cercando di andare chi da un fratello in Irlanda, chi in Germania e chi altrove, ma hanno avuto bisogno del loro tempo». A soffrire, ora, sono tutte le altre strutture rosetane uscite dal programma e che ad oggi non hanno ancora ricevuto rimborsi. «Non mi verrà rinnovato un fido da una banca. La prossima settimana andrò a Roma, davanti al Ministero della Protezione civile, e mi metterò lì finché qualcuno non mi da ciò che mi spetta», conclude Romani.
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