Niente “isola” sul lungomare: proteste

Tortoreto, alcuni commercianti si dicono delusi dalla mancata pedonalizzazione della parte centrale
TORTORETO. Scoppia la protesta per l’isola pedonale sul lungomare di Tortoreto annunciata e poi annullata. «Le nostre attività penalizzate e discriminate rispetto a quelle di via Carducci», scrive un gruppo degli esercenti del tratto centrale del lungomare, che chiedono un incontro al Comune. Si legge nella missiva, firmata da uno di loro, Massimiliano Di Gennaro del forno Brattini: «Con molto rammarico e delusione ravvisiamo che via Carducci è stata chiusa ed adibita ad isola pedonale con assegnazione di ulteriore spazio esterno del suolo pubblico, mentre le attività poste sul lungomare non possono godere di questo beneficio né di altro in termini di recupero dello spazio sottratto dalle recenti disposizioni sul distanziamento sociale a seguito dell’evento pandemico. Il tema dell’istituzione dell’isola pedonale sul lungomare e dell’assegnazione di ulteriori spazi per l’occupazione gratuita del suolo pubblico è stato già oggetto di nostre richieste scritte nei mesi precedenti e rimaste purtroppo del tutto inevase». Della chiusura serale fissa del traffico sul lungomare centrale, nel tratto tra via Leonardo da Vinci e via Trieste, se ne è parlato per settimane durante e dopo l’emergenza sanitaria e il lockdown. Dopo l’annuncio dell’amministrazione, infatti, diverse le criticità emerse, a partire dalla rivoluzione della viabilità e dalla difficile coesistenza dell’isola pedonale con i parcheggi a pagamento. Poi il caso del turno serale dei vigili urbani, interrotto alle 22 per mancanza dei armi in dotazione, ha affossato definitivamente la proposta, con l’isola che è stata “spostata” in via Carducci. Il gruppo di esercenti del lungomare centrale segnala però le «difficoltà delle attività alla luce di un’estate incerta, con poco turismo; in questo momento ci si aspetterebbe un valido e concreto sostegno anche dalle autorità comunali tutte, con azioni per affrontare questo periodo di crisi a tutela dell’intero comparto turistico territoriale. Si richiede un urgente incontro al fine di poter discutere i rispettivi punti di vista e nonché cercare di trovare un’adeguata (e non discriminatoria) soluzione comune a tutela delle nostre attività».
Luca Tomassoni
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