Niente rimborsi all’hotel, sfollati a rischio

20 Novembre 2018

Il titolare dell’Abruzzi: «Devo recuperare spese per 100mila euro, senza soldi interrompo il servizio»

TERAMO. Per oltre due anni ha accolto gli sfollati del terremoto, ma non ce la fa più a sostenere i costi dell’assistenza. Il ritardo accumulato dalla Regione nell’erogazione dei contributi per gli evacuati dalle abitazioni rese inagibili dalle scosse sismiche a cavallo tra fine 2016 e inizio 2017 costringe Eligio Filipponi, titolare dell’hotel Abruzzi, ad annunciare l’imminente sospensione del servizio.
«Ad oggi non sono stati assegnati i rimborsi del mese di agosto 2018 e successivi», afferma l’albergatore, «e vantiamo un credito di oltre 100mila euro». L’imprenditore ha più volte contattato il Centro operativo regionale che si occupa dell’emergenza per ricevere i rimborsi, peraltro a copertura parziale delle spese, stabiliti in 40 euro al giorno per gli adulti e 20 euro per i minori fino a 13 anni. Nonostante le rassicurazioni ottenute anche a inizio novembre sull’imminente arrivo dei rimborsi, le somme pregresse non sono state erogate. Anzi, fa sapere il titolare dell’hotel «venerdì scorso abbiamo ricevuto una laconica comunicazione della Regione che di fatto i fondi non sono stati ancora messi a sua disposizione». La conseguenza, sempre secondo le indicazioni ricevute dall’imprenditore, è che se tutto andrà bene i pagamenti non arriveranno prima di fine mese. Per la gestione dell’albergo si tratta, insomma, di una situazione gravissima. Nell’impossibilità di «far fronte alle anticipazioni di spese» Filipponi ha comunicato al Centro operativo regionale e alle strutture comunali di Teramo e Montorio che gestiscono l’emergenza la decisione di interrompere il servizio a partire da giovedì. In assenza dei rimborsi attesi, dunque, i 21 sfollati ancora accolti nell’albergo di viale Mazzini non riceveranno più i buoni pasto e l’assistenza di cui hanno goduto finora. «L’emergenza non può durare due anni», spiega il titolare dell’Abruzzi, «anche perché le tariffe previste sono più basse rispetto a quelle ordinarie». Allo spirito di solidarietà della fase successiva al sisma subentra la necessità di far quadrare i conti di un’azienda che non può permettersi l’anticipazione di spese che coinvolgono anche trattorie e ristoranti convenzionati per pranzi e cene. «Per ogni pasto il rimborso previsto è di 7,50 euro», sottolinea Filipponi, «ma spesso le fatture sono più alte». Con la quota giornaliera restante a persona l’hotel fornisce camera e colazione. «Ci rimettiamo anche perché non sempre abbiamo spazio per ospitare gruppi», conclude l’albergatore, «se poi i rimborsi attesi da mesi neppure arrivano con regolarità, allora la situazione diventa insostenibile». Filipponi chiede che agli sfollati siano trovate sistemazioni alternative per poter riprendere la gestione regolare dell’hotel. (g.d.m.)
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