Niente tassa di soggiorno nel 2016

La Corte dei conti al Comune: quest’anno non si possono introdurre nuovi tributi
GIULIANOVA. La Corte dei conti Abruzzo, rispondendo ad un quesito posto dall’amministrazione comunale di Giulianova, ha detto che l’imposta di soggiorno non potrà essere applicata nel 2016. La legge di stabilità, infatti, impedisce ai Comuni di inserire nuovi tributi per quest’anno, anche se l’imposta di soggiorno non grava direttamente sui cittadini, ma sui turisti. «Il blocco è applicabile a tutte le forme di variazione in aumento dei tributi a livello locale», si legge nella relazione della Corte dei conti, datata 9 febbraio 2016, «sia che le stesse si configurino come incremento di aliquote di tributi già esistenti nel 2015, sia che consistano nell’istituzione di nuove fonti impositive. Entrambe le predette opzioni fiscali incidono, infatti, sulla pressione tributaria, elevandola. Conseguentemente, il blocco degli aumenti dei tributi e delle addizionali per il 2016 investe tutte le imposte, dirette ed indirette, e tutte le forme di maggiorazione, inclusa la costituzione dell’imposta di soggiorno». Insomma, i 355mila euro inseriti nel bilancio pluriennale del Comune di Giulianova previsti come introito dell’imposta di soggiorno già da quest’anno, non potranno essere utilizzati. Una vittoria per gli operatori turistici, da sempre contrari all’idea dell’introduzione di questa tassa e per Luigi Ragni, capogruppo di Civicamente, che pure aveva portato la questione all’attenzione del consiglio comunale e della maggioranza. L’assessore al turismo Gianluca Grimi, in ogni caso, ha precisato che l’imposta non sarebbe stata introdotta quest’anno a prescindere dall’opinione della Corte dei conti, perché la sua immissione ormai tardiva avrebbe comportato gravi danni agli operatori. «La comunicazione della Corte dei conti», ha spiegato Grimi, «l’abbiamo considerata solo come secondo aspetto. La volontà del sindaco Francesco Mastromauro e anche la mia è infatti quella di creare un percorso condiviso con gli operatori del settore, che sicuramente avrebbero risentito, quest’anno, dell’introduzione dell’imposta con così poco preavviso». (m.t.)
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