Niente tavolo sul polo scolastico

19 Gennaio 2019

Deluso il comitato genitori: «La nostra proposta di un concorso di idee respinta dal commissario»

GIULIANOVA. Dopo l’ultimo incontro con il commissario prefettizio Eugenio Soldà, il comitato genitori del primo circolo dice addio al “tavolo” sul polo scolastico che avevano proposto per arrivare a un progetto condiviso. Un polo «innovativo, sostenibile, funzionale», dice il comitato, «progettato in modo unitario e organico e frutto di un concorso di idee con progetti da sottoporre ad una commissione di architetti e professionisti». In una nota il comitato sottolinea che il «commissario avrebbe dato luogo ad una riunione molto ristretta», per non perdere tempo e senza coinvolgere le figure che in precedenza avevano seguito l’iter de polo scolastico. «Le scelte dell’amministrazione», dice ancora il comitato, «ci sono state riproposte come inevitabili conseguenze a causa della già avviata macchina burocratica». In pratica, per gli edifici scolastici, occorre fare in fretta e senza la possibilità di interruzione per ulteriori valutazioni. «Dopo due anni di immobilità», affermano i genitori, «ci siamo sentiti dire che ora c’è fretta e che si prevede di presentare i progetti in Regione entro fine anno. I tempi prospettai sono comunque assolutamente compatibili con la nostra proposta di concorso di idee, che invece è stata definita “aria fritta”», ma su tante domande i rappresentanti delle famiglie non avrebbero ottenuto risposte. «Con grande sorpresa», sottolinea il comitato, «abbiamo appreso che la dirigente è in linea con il pensiero dell’amministrazione purchè si trovi una soluzione il prima possibile». I rappresentanti dei genitori sostengono che quella proposta dall’amministrazione sia una miope soluzione al problema attuale e che ha fatto perdere di vista la possibilità di poter ripensare gli spazi di aggregazione come nuovi, coinvolgenti, belli, condivisi, di tutti e per tutti. In poche parole il comitato genitori appare molto amareggiato per aver dovuto ingoiare un diniego da parte del commissario prefettizio. Per i familiari degli scolari guardare troppo avanti rischia di provocare miraggi e forse «hanno ragione i nostri solidi e limitati burocrati quando ci richiamano alla praticità e all’efficienza, ma chi ne farà le spese saranno i nostri figli e nipoti sul futuro dei quali vengono investiti sempre meno risorse e immaginazione».
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