Niente verifiche nelle scuole Riparte la protesta dei genitori

30 Ottobre 2016

Il comitato costituito a Teramo attacca Brucchi («sia serio e si prenda le sue responsabilità») e annuncia nuove manifestazioni da organizzare insieme ai gruppi nati a Campli e Sant’Egidio

TERAMO. Le nuove scosse di terremoto hanno acuito le paure dei teramani e inasprito la polemica del comitato di genitori che si è costituito per chiedere verifiche sismiche nelle scuole dopo il sisma di agosto, con tanto di esposto in procura e quasi mille firme a supporto. Il comitato dalla propria pagina Facebook ha lanciato un durissimo attacco al sindaco Maurizio Brucchi dopo aver appreso dell’impossibilità di costituire un pool di tecnici che, secondo Brucchi, avrebbe completato le verifiche nei plessi entro dicembre. La decisione di bandire una gara europea da 360mila euro per individuare i tecnici deputati ai controlli, annunciata venerdì da Brucchi, ha fatto emergere con evidenza due aspetti: che l'accordo con gli ordini professionali in realtà non era mai stato trovato, ma anche che il "bubbone" per esplodere ha dovuto attendere il nuovo terremoto. Perché solo con le nuove scosse ci si è ricordati di chiudere il discorso di un accordo che non è mai decollato.

Le mamme teramane ora si dicono stanche di essere prese per il naso e sono pronte a nuove azioni di protesta, stavolta coalizzate con altri genitori di altri centri della provincia. Leda Ragas, portavoce del comitato, ha annunciato infatti che le prossime manifestazioni saranno organizzate insieme a delegazioni di genitori di Campli e di Sant'Egidio accomunati dalla preoccupazione sullo stato di salute delle scuole che si è riproposto con il nuovo sciame sismico. Oltre ai genitori, la prossima volta scenderanno in piazza anche gli studenti. «Siamo in contatto con alcuni studenti del liceo Delfico che vogliono gridare la loro paura e sposare le ragioni della nostra protesta», ha detto la Ragas, «stavolta andremo fino in fondo, manifesteremo anche in Regione e vogliamo capire perché finora i fondi sono stati spesi solo per abbellire le scuole ma non per fortificarle». La Ragas affida il suo sfogo a un post Facebook condiviso sul gruppo dei genitori della scuola San Berardo: «A settembre in aula consiliare, davanti a 17 genitori, il sindaco ci garantì che entro dicembre avremmo avuto le verifiche. Quando gli facemmo notare che non era matematicamente possibile effettuarle in 31 scuole in così poco tempo, perché noi ci eravamo informate, spiegò che erano professionisti quelli che se ne occupavano. Che non ci fosse accordo (con gli ingegneri, ndc) noi lo sapevamo fin dall'inizio, così come sappiamo che il sindaco Brucchi non ha fatto nulla per le scuole dal terremoto dell'Aquila, e così come sappiamo che fino a questo momento egli non sapeva nemmeno che molte scuole teramane non hanno uscite di sicurezza e scale antincendio. E' consapevole il sindaco di come potrebbe paralizzarsi la città in caso di scossa durante le ore di lezione, con i genitori riversati in strada per andare a riprendere i figli? Brucchi sa che in altre regioni a rischio i sindaci hanno creato cartelli nei vari quartieri indicando le zone di raccolta in caso di crolli o terremoti , e le strade da lasciar libere?. Basta verifiche a vista e amenità tipo "le scuole hanno resistito anche questa volta". Sia serio e si prenda le sue responsabilità, siamo ancora in tempo per cambiare una realtà obsoleta e pericolosa e per costruire tre poli scolastici (asili, elementari e medie e licei) invece di spendere il triplo per mettere in sicurezza vecchi edifici che non saranno mai antisismici».

Una esortazione a cui fanno eco i genitori di Sant'Egidio che nel loro gruppo Facebook rilanciano il monito della Commissione grandi rischi, che ha avvertito come il terremoto potrebbe propagarsi anche alle altre aree limitrofe all'ultimo epicentro. I genitori chiedono al sindaco Rando Angelini di impedire il rientro a scuola dopo il 2 novembre. «A Sant'Egidio», scrive Rosella Gabrielli, amministratore del gruppo Facebook, «abbiamo tutti plessi vulnerabili poiché costruiti prima del 1984 e mai adeguati sismicamente, Molti risalgono agli anni 60 e il più recente è il nido costruito nel 1980. Se il 2 novembre riaprono le scuole senza nessun intervento, non è il caso di fare qualcosa tutti insieme? Vogliamo manifestare il 1° novembre? La sicurezza dei nostri figli riguarda tutti».

Marianna De Troia

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