Nike, 90 lavoratori senza liquidazione

12 Ottobre 2014

La Uil contro la società che gestiva il Cup: «Non paga neanche una lavoratrice in maternità»

TERAMO. Attendono ancora il pagamento del Tfr. E una lavoratrice in maternità è rimasta senza stipendio. Il segretario provinciale della Uil Fpl, Alfiero Di Giammartino, segnala che la società Nike srl di Teramo, che fino al luglio scorso gestiva il Cup della Asl, oltre a non pagare la mensilità di luglio ed il trattamento di fine rapporto ad oltre 90 dipendenti – con cui quindi ha un debito di oltre 300mila euro – ha lasciato senza stipendio una dipendente in maternità.

«Una condotta davvero deplorevole nel momento in cui ha deciso di non pagare lo stipendio ad una lavoratrice in maternità ancora dipendente della Nike», sostiene Di Giammartino, «sono soldi dell'Inps che l'azienda impropriamente trattiene, ci siamo rivolti all'Ispettorato del lavoro di Teramo per un immediato accertamento di responsabilità anche di tipo penale e all'Inps di Teramo per il pagamento diretto alla lavoratrice».

Il sindacalista aggiunge che già la Uil Fpl ha inoltrato diffida e messa in mora sia alla ditta che alla Asl in quanto ente appaltante e responsabile in solido, per il pagamento della mensilità di luglio e il trattamento di fine rapporto ai 90 licenziati il 31 luglio per cambio di appalto, ora infatti il servizio viene svolto dalla Service. «Siamo determinati a procedere con decreti ingiuntivi sia alla società Nike che alla Asl in quanto ente appaltante e responsabile in solido», precisa Di Giammartino, «queste situazioni ormai sono ricorrenti quotidianamente: dipendenti senza stipendio, sottopagati, contratti part-time solo di alcune ore settimanali, è uno stillicidio, famiglie ridotte alla fame! Ma, la cosa più sorprendente è che sono appalti pubblici e servizi pubblici dove le regole sono trasparenza, correttezza e buona fede. Ecco perché si rende necessario un intervento risolutivo delle autorità preposte».