No all’intonaco sull’arco medievale

27 Marzo 2019

Silvi, il Comune chiede alla Soprintendenza di revocare il parere favorevole  

SILVI. A Silvi maggioranza ed opposizione unite contro la proposta della Soprintendenza alle belle arti di intonacare le mura della porta medievale e della torre di avvistamento di Silvi alta. Dopo un primo battibecco sulla possibilità di trattare le pareti antiche con materiali moderni, sembra infatti certa la volontà di tutte le forze politiche di conservare i manufatti con restauri in linea con le loro caratteristiche originarie. Ad accendere le polemiche, alcuni giorni fa, era stato il consigliere Vito Partipilo, che aveva accusato l’amministrazione di aver deciso, insieme alla Soprintendenza, di intonacare porta medievale e torretta nell’ambito del loro restauro. Un intervento, quello di Partipilo, a cui ieri il Comune ha replicato con una smentita. «Il recente intervento dell’ex assessore Partipilo», ha sottolineato il Comune, «ha erroneamente attribuito all’attuale amministrazione comunale un parere espresso, in sede di esame del progetto definitivo da parte della conferenza di servizi del 12 settembre scorso, dall’architetto Giuseppe Di Girolamo, rappresentante della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio dell’Abruzzo, il quale aveva fatto verbalizzare che “per quanto riguarda la porta medievale, la stessa va ricondotta ad opera finita, ovvero intonacata in ogni suo elemento. Al riguardo della torretta di avvistamento si dà la stessa indicazione, ovvero che venga intonacata nelle superfici esterne”. Si tratta della solita bufala di chi non vede di buon occhio questa amministrazione e tenta di screditarla».
Per il sindaco Andrea Scordella, infatti, nella stessa conferenza di servizi i responsabili dei settori urbanistica, tutela ambientale, manutenzioni, patrimonio ed ecologia del Comune di Silvi avevano al contrario «espresso chiaramente il loro parere favorevole a che le due opere storiche fossero restaurate conservando rigidamente le caratteristiche originarie». Una posizione ribadita anche successivamente. «Con una nota dell’11 febbraio scorso indirizzata alla Soprintendenza Abruzzo», ha concluso Scordella, «abbiamo invitato quest’ultima a modificare il parere espresso in precedenza per consentirci la predisposizione del progetto esecutivo rispettando le determinazioni che la stessa Soprintendenza aveva adottato nel 2004, quando con due note separate aveva definito le opere da restaurare edifici monumentali. È evidente che pensare di intonacare opere murarie in mattoni, definite edifici monumentali, è fuori da ogni logica». (d.f.)
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