No alla pesca, i vongolari furiosi

Il Cogevo attacca l’Ispra («Era tutto già deciso»), il Wwf esulta
PINETO. I vongolari contestano la bocciatura operata dall'Ispra in merito all'uso della draga vibrante per la pesca nel Cerrano, ed invocano lavoro ed indennizzi per i pescatori. Il Cogevo parla di «presa in giro», in quanto la decisione dell'Ispra sarebbe giunta troppo presto e senza adeguate sperimentazioni in mare. «Su quali dati scientifici l'Ispra si è basata per negare a priori la pesca nell'area protetta?», dichiarano Walter Squeo e Giovanni Di Mattia. «Non vediamo chiarezza sull'operato di queste persone, che secondo noi avevano già pianificato tutto, negandoci a priori ogni possibilità di sperimentare la draga vibrante». Ora i pescatori attendono risposte da parte della Regione per la messa in atto del piano alternativo a quello della pesca nel Cerrano, cioè la concessione di risarcimenti e la dismissione di circa 25 pescherecci. «Se non avremo risposte torneremo a protestare nell'area protetta», aggiungono i vongolari.
Sulla vicenda esulta invece il Wwf, che da sempre aveva contestato la draga vibrante, ritenuta un attrezzo impattante per l'ambiente marino. «Il Wwf da anni chiede un confronto serio per verificare, dati alla mano, il reale impatto economico della chiusura alle vongolare del tratto di mare interessato dall'Amp», si legge in una nota dell'associazione, «per rivedere le dimensioni dei due comparti di pesca abruzzesi, avviare procedure per la rottamazione delle vongolare con eventuali incentivi e indennizzi o per la conversione in attività di pesca-turismo». (s.p.)
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