No di Comune e Wwf al mega allevamento di cozze a Roseto

La richiesta per un impianto di acquacoltura di 2,4 milioni di metri quadri sarà esaminata domani dalla Regione
ROSETO. «No agli impianti di acquacoltura per la produzione di cozze nel nostro mare». A dirlo è il sindaco di Roseto Sabatino Di Girolamo in merito alla proposta di installazione di due impianti di acquacoltura per la produzione di cozze per complessivi 2,4 milioni di metri quadri di mare di fronte alla costa di Roseto. «Ho già scritto una lettera di protesta all’assessore regionale Dino Pepe chiedendo l’immediato blocco di queste autorizzazioni e l’apertura di un tavolo di confronto con la marineria e la città di Roseto». Venerdì è prevista la conferenza regionale della pesca marittima e acquacoltura per decidere sulle autorizzazioni e il comune di Roseto non è compreso perché sono invitate solo le città che hanno il porto. «Ieri mattina ho chiamato il Comune di Giulianova», ha aggiunto Di Girolamo, «e ho chiesto di dare parere negativo a questa operazione perché noi vorremmo comprendere le conseguenze dal punto di vista della qualità dell’acqua e il punto di vista dei pescatori. Sono due interventi significativi che vanno a sottrarre spazi alla pesca. Sto sensibilizzando tutti i componenti della conferenza regionale della pesca marittima affinché diano un parere negativo». Contrario all’impianto di acquacoltura il Wwf, che chiede di dare un parere negativo e di costituire un piano di utilizzazione delle acque imposto dall’Unione europea. L’associazione ambientalista ricorda che la stessa conferenza regionale, nella riunione del 10 marzo scorso, esaminò una analoga proposta che prevedeva un impianto da 2,5 milioni di metri quadrati davanti San Vito Chietino, proposta che fu respinta per «eccessiva ampiezza dell’impianto, che confligge con altri usi del mare ed altri mestieri di pesca», si legge nel verbale della seduta. «Gli allevamenti in mare, in particolare quelli di cozze, hanno un impatto sull'ecosistema enorme», dice il delegato regionale Wwf Luciano Di Tizio, «e vanno necessariamente sottoposti a una valutazione ambientale. Ci sono inoltre atti prioritari senza i quali la Regione non potrà concedere alcuna concessione. Il Regolamento Ce 854/04 prevede che gli stati membri provvedano a classificare le zone di produzione dei molluschi bivalvi vivi e a istituire un sistema di sorveglianza sulle zone di classificazione e sugli impianti di produzione che permetta un costante monitoraggio della salubrità di tali prodotti e della qualità igienico-sanitaria delle acque». Il Wwf sottolinea infine come «sia assurdo che la conferenza regionale della pesca marittima e acquacoltura, che ha il fine di sviluppare una pesca ed un’acquacoltura sostenibili sotto il profilo ambientale, non preveda la presenza di rappresentanti delle associazioni ambientaliste».
Luca Venanzi
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