«Noi vogliamo restare teramani»

23 Maggio 2019

Valle Castellana, gruppo di residenti contro il passaggio alla provincia di Ascoli

VALLE CASTELLANA. «Noi non vogliamo passare alla provincia di Ascoli, ma rimanere in quella di Teramo». A parlare come portavoce dei suoi concittadini è Italo De Remigis, il presidente dell’Asbuc dell’Alta Valle del Salinello che raggruppa le frazioni di Macchia da Sole, Piano Maggiore e Macchia Borea nel comune di Valle Castellana, riguardo al referendum “Valle Castellana nelle Marche”, proposto dal comitato guidato da Biagio Caponi e che ha trovato l’apertura a un tavolo di confronto da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Camillo D’Angelo. Da anni nel comune della Laga si parla di questo delicato tema che interessa l’intero territorio e genera un forte dibattito tra i cittadini e si fa sempre più concreta la possibilità che il referendum venga fatto. È stato, infatti, lo stesso D'Angelo che ha dichiarato, pur ribadendo la posizione di neutralità dell'amministrazione, che «si sta lavorando per avviare tutte le procedure necessarie ad applicare lo strumento di democrazia diretta atteso dai cittadini», e ha invocato la partecipazione dell'opposizione per «affrontare tutti insieme e in maniera costruttiva il tema» . Ma i cittadini dell’Alta Valle Salinello, pur non ostacolando lo svolgimento del referendum, non hanno nessuna intenzione di essere annessi ad Ascoli. «Noi non abbiamo nulla in contrario che Valle Castellana diventi marchigiana», dichiara De Remigis, « ma noi siamo vicini a Teramo di soli 25 km a e Campli di 18 km e non vogliamo passare ad Ascoli. Tutta la nostra vita e i nostri interessi si svolgono nel Teramano e se il referendum dovesse avere esito positivo per i proponenti noi riconsegneremo le cartelle elettorali chiedendo a gran voce di essere annessi al Comune di Campli, quello a noi più vicino». I circa 200 abitanti delle tre frazioni chiedono l’aiuto degli enti preposti per risolvere la situazione. «Appena eletto il nuovo sindaco di Campli», aggiunge De Remigis, «organizzeremo un incontro pubblico dove gli chiederemo di interessarsi e di supportare la nostra causa perché per noi Ascoli Piceno è troppo lontana e scomoda e speriamo che la nostra situazione arrivi anche in Regione. Non obiettiamo le scelte di chi sostiene il referendum, ma non possono imporle a noi perché siamo teramani e vogliamo rimanere tali».
Adele Di Feliciantonio
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