Nomine al Ruzzo, la Lega all’attacco di D’Annuntiis

20 Gennaio 2020

Stasera all’Aquila il partito, ignorato dall’asse Gatti-Ginoble, deciderà il da farsi Oltre al posto del sottosegretario a rischio anche la nomina alla Corte dei Conti

TERAMO. Il rinnovo del consiglio d’amministrazione del Ruzzo sta causando un terremoto nella maggioranza che regge la Regione.
La strategia messa in atto dall’asse Gatti-Ginoble non ha tenuto in debito conto la Lega, che chiedeva maggior tempo per riflettere sulle nomine. La conferma dei due componenti uscenti, la presidente Alessia Cognitti e il vice Alfredo Grotta, è stata contestuale all’assemblea dei sindaci. Non solo: il terzo componente eletto è Alberto Fagotti, mandatario elettorale del sottosegretario regionale Umberto D’Annutiis.
Un cocktail esplosivo per i rappresentanti della Lega, che hanno visto non solo ignorate le richieste di posticipare l’elezione, ma anche hanno sottolineato un ruolo più che attivo, nella messa a punto della strategia, del sottosegretario che ha fatto eleggere un componente a lui vicino. Di tutto questo si parlerà stasera all’Aquila al vertice del partito di Salvini, ma pare proprio che i consiglieri regionali leghisti – Toni Di Gianvittorio, Pietro Quaresimale ed Emiliano Di Matteo, che avrebbe avuto uno scontro verbale vivace col suo ex mentore Paolo Gatti – siano pronti a chiedere la delega di sottosegretario di D'Annuntiis. Che peraltro, eletto con Forza Italia, pare stia per aderire a Fratelli d’Italia. Ma non basta. L’irritazione – per dirla con un eufemismo – della Lega potrebbe portare anche effetti sulla nomina di Gatti alla Corte dei conti: domani si riunirà la conferenza dei capigruppo regionali che vogliono portare all'ordine del giorno del consiglio del 28 la discussione sulla designazione già fatta dal governatore Marco Marsilio. E in questo una sponda sarebbe offerta anche dal capogruppo di Abruzzo in Comune, Sandro Mariani, che già si è espresso, in documenti ufficiali, contro la nomina.
Intanto sull’argomento interviene l’onorevole Fabio Berardini (M5S): «La votazione del nuovo consiglio di amministrazione della Ruzzo Reti chiarisce bene una cosa: l'asse Gatti-Ginoble ha fatto fuori la Lega dall'organo di vertice dell'acquedotto. È preoccupante, inoltre, che 10 sindaci della provincia di Teramo siano usciti al momento del voto, compreso il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto. Significa che 10 comuni teramani, tra cui il capoluogo, non hanno trovato una rappresentanza all'interno di questa società pubblica, fondamentale per il territorio». Anche Berardini ipotizza che la Lega possa mettere in discussione «l’assurda nomina» alla Corte dei Conti: «invito la Lega a portare immediatamente la nomina di Gatti in consiglio regionale e revocarla. Almeno potremmo risparmiare 1 milione di euro che al momento è a carico dei cittadini abruzzesi». (cr.te.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.