Nomine Bim, sconfitti sindaco e Tancredi

Dopo il veto del Pd a Tiberii passa la linea di Gatti, il centrodestra resta nel direttivo con Frale e Basilii
TERAMO. La partita delle poltrone al Bim, che ha spaccato le principali componenti della maggioranza al Comune di Teramo (da una parte Paolo Gatti, dall’altra Brucchi e Tancredi), si è risolta nel modo gradito a Gatti e rischia di lasciare uno strascico nei futuri rapporti tra alleati politici, anche se dirette conseguenze sul Comune di Teramo non sembrano preventivabili.
Ieri il presidente del Bacino imbrifero montano Moreno Fieni ha proceduto alla nomina dei due componenti del direttivo in quota centrodestra, che saranno Gesidio Frale di Colledara e Marina Basilii di Cermignano (entrambi “gattiani”). Le nomine dei tre componenti del centrosinistra erano già state ufficializzate giorni fa, le altre due sono rimaste congelate dopo che il segretario provinciale del Pd Gabriele Minosse si è opposto a quella di Pasquale Tiberii, consigliere comunale Ncd a Teramo e fedelissimo di Brucchi. Il sindaco di Teramo e il leader politico dell’Ncd in provincia, Paolo Tancredi, si sono molto risentiti per questo veto, sostenendo che Minosse avesse rotto un patto bipartisan sui numeri al Bim (tre a noi, due a voi) elaborato dai leader delle due coalizioni, ed hanno proposto di rinunciare ad ogni rappresentanza se non fosse stato nominato Tiberii.
Non allo stesso modo l’ha vista Gatti, che dà così la propria versione dei fatti: «Io in prima battuta ho proposto Tiberii anche se non ero convinto, perché in un ente come il Bim non ha tanto senso la presenza di un consigliere del comune capoluogo, ha più senso la presenza dei piccoli comuni. Quando Minosse ha posto il veto ho convocato i sindaci, che a larghissima maggioranza hanno scelto la linea secondo cui bisognava proporre un altro nominativo perché non si poteva consegnare tutto il Bim al centrosinistra. Peraltro, nel famoso patto non c’erano impegni sul nome di Tiberii ma solo sui numeri».
Gatti si dice convinto che «tra me e Tancredi non ci saranno problemi, tutto è stato molto lineare, nessuno ha fregato nessuno». Nell’area Brucchi-Tancredi, però, che l’esito della vicenda non sia stato gradito appare palese e lo conferma un post su Facebook di Giorgio D’Ignazio nel quale, stigmatizzato Minosse per il veto a Tiberii, si scrive: «Mi auguro che non ci siano ulteriori accordi che a noi sfuggono, perché se così fosse sarebbe davvero difficile ritrovare, in futuro, un'unità». Il riferimento a Gatti appare palese.(d.v.)
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