«Non abbattete le vecchie case»

20 Febbraio 2018

È prevista la demolizione di due edifici per creare una nuova strada

CANZANO. «Per costruire una strada a Canzano dovranno essere demoliti due edifici storici». Lo afferma Luigi Cova, canzanese, portavoce di un gruppo di cittadini che non vogliono l’abbattimento di due edifici del centro storico di Canzano a favore della strada. «L’anno scorso è franata la parete collocata all’ingresso del centro storico di Canzano», specifica Cova, «per consolidarla passeranno degli anni, ma, nel frattempo, per permettere alle auto di effettuare gli ultimi cento metri per arrivare in piazza, verrà realizzata una strada. Sono diversi giorni che il sindaco Franco Campitelli dichiara pronto il progetto senza specificare che, per garantire questo accesso, verranno demoliti due edifici storici».
Cova pone l’accento sulla scelta dell’amministrazione comunale di non avere analizzato soluzioni alternative. «L’amministrazione comunale ha ritenuto che questa fosse la scelta più veloce ed economica, ma davvero espropriare delle case, demolire le strutture, fare una strada e, solo successivamente, sistemare la frana è il processo più veloce ed economico rispetto al solo consolidamento? È passato un anno: se si fosse intrapresa da subito la scelta di ripristinare la parete, oggi non staremmo a parlare di demolizioni».
Luigi Cova sottolinea i sacrifici che sono stati fatti per costruire le abitazioni. «Ciò che non ha fatto la natura con la frana, ora lo fa l’uomo con la sua inadeguatezza: sceglie di far crollare delle abitazioni, costruite con sacrifici dai nostri avi, probabilmente analfabeti ma dotati di grande sapienza, che sono lì da secoli a dispetto dei lavori, eseguiti da maestranze qualificate con la collaborazione di esperti geologi, crollati a pochi anni dalla realizzazione. Da 50 anni si sta lavorando su quella frana, a detta delle varie amministrazioni susseguitesi, ‘in maniera definitiva’, ma non è mai stato risolto nulla».
Per i cittadini l’accesso al paese deve essere garantito, ma non abbattendo dei pezzi di storia. «È intollerabile pensare che nel 2018 siamo costretti a scegliere tra una strada e la conservazione del patrimonio storico. Il sindaco asserisce che la Sovrintendenza alle belle arti considera questi fabbricati “privi di interesse storico”, motivo per cui si possono abbattere. Mi chiedo, allora: quali caratteristiche deve avere un edificio di un piccolo centro rurale per essere considerato “di interesse”?».
Luca Venanzi
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