«Non archiviate l’inchiesta Teramo basket»

La curatela fallimentare si oppone alla richiesta fatta dal pm per Antonetti e altri due dirigenti
TERAMO. La procura chiede d’archiviare l’inchiesta sulla Teramo basket ma la curatela fallimentare si oppone. Il curatore Fabrizio Silvani nei giorni scorsi ha presentato opposizione al gip che ora dovrà decidere se accoglierla o meno.
L’inchiesta è quella sui presunti reati fiscali a carico dell’ex presidente Carlo Antonetti e degli allora rappresentanti legali delle divisioni di atletica leggera: si tratta di Antonio Biancacci per la divisione “Costante Bernardini” e Luca Di Polidoro per la divisione “Tiberio Cianciotta”. Antonetti è indagato per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, mentre gli altri due per emissione di fatture per operazioni inesistenti (tutte violazioni della legge sui reati tributari del 2000).
L’inchiesta è nata nell’ambito di accertamenti del nucleo di polizia tributaria della Finanza e i fatti contestati si riferiscono al 2009-2010, gli anni in cui il Teramo Basket militava in serie A. Secondo l’iniziale accusa della procura le due associazioni della Teramo Basket avrebbero prodotto fatture per operazioni inesistenti per circa 500 mila euro per quanto riguarda la divisione “Bernardini” e per circa 700 mila euro per la divisione “Cianciotta”, giustificandole – sempre secondo la ricostruzione fatta dall’accusa – con soldi ricevuti dalla stessa Teramo Basket per lo svolgimento delle loro attività. Per la procura si trattava di operazioni inesistenti con le fatture che successivamente sarebbero state utilizzate da Antonetti nelle dichiarazioni annuali della società sportiva per recuperare una parte di Iva. Accuse, quelle ipotizzate inizialmente, che evidentemente sono state smontate dalle ricostruzioni dalle difese dei tre indagati che hanno dimostrato come tutte le operazioni si siano svolte regolarmente e nel pieno rispetto delle normative. Da qui la richiesta d’archiviazione della procura. Nell'ambito della stessa inchiesta nel 2014 il pm Giovagnoni aveva chiesto il fallimento della Teramo Basket motivandolo con un debito di quasi due milioni di euro con l'erario, ma all’epoca l’istanza di fallimento venne respinta non essendoci ancora la certificazione di quel debito. Fallimento decretato a marzo dal giudice delegato Giovanni Cirillo che ha accolto le istanze presentate da Equitalia per un debito di due milioni di euro che la società sportiva avrebbe accumulato nel corso degli anni con l'Erario e da un’agenzia di procuratori sportivi i per conto di alcuni ex tesserati non pagati per un credito vantato di 60mila euro. E ieri mattina c’è stata l’adunanza dei creditori.(d.p.)
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