«Non chiuderemo gli ospedali»

Marsilio visita il presidio di Giulianova: potenzieremo la medicina sul territorio
TERAMO. Una sanità compromessa dalla carenza di personale e soprattutto da uno squilibrio troppo forte tra territori, tra gli ospedali dei capoluoghi e quelli della periferia. Marco Marsilio, candidato governatore per il centrodestra, sintetizza così lo stato attuale della sanità teramana, e più in generale di quella abruzzese, al termine della sua visita al Maria Santissima dello Splendore.
Lui che ha preferito non partecipare all’incontro sul futuro dell’ospedale giuliese, organizzato la settimana scorsa dall’associazione Cittadino Governante, ieri pomeriggio ha raggiunto il presidio cittadino e incontrato primari e direttori di dipartimento per ascoltare dalla diretta voce dei protagonisti lo stato dell’arte. E dopo aver visitato il laboratorio di radiologia e i reparti di cardiologia e di chirurgia non si è sottratto alle domande sull’ipotesi di ospedale di primo livello a Giulianova. «Rimetteremo in discussione il riordino fatto da Silvio Paolucci e Luciano D’Alfonso perché i risultati sono sotto gli occhi di tutti e non sono risultati positivi», ha detto Marsilio, «quindi rimetteremo in discussione questo piano e valuteremo con una diversa attenzione le richieste dei territori. In provincia di Teramo paghiamo quattro strutture per non averne mezza e questo rappresenta una delle cause del dissesto economico che dovremmo affrontare», ha aggiunto, «ma non dobbiamo chiudere ospedali, dobbiamo far funzionare la medicina del territorio evitando in molti casi il ricorso alle cure ospedaliere. Le strutture vanno però potenziate e migliorate nella loro organizzazione». Marsilio dunque non vuole chiudere nessuno dei quattro ospedali teramani e assicura che tutto funzionerà meglio grazie a un maggiore equilibrio tra le diverse aree. «Il nostro obiettivo è rendere a tutti i cittadini un servizio adeguato, soprattutto sulle urgenze e le emergenze: il diritto di avere salva la vita è uguale per chiunque, dovunque abiti». Marsilio ha poi aggiunto che servirà un forte intervento sul governo nazionale per sbloccare le assunzioni. «Paradossalmente non c’è un problema di edilizia sanitaria o di macchinari, ma di strumenti che rimangono inutilizzati, allungando le liste di attesa, perché non c’è personale adeguato per farli funzionare», ha detto Marsilio, «questo allontana le persone dal territorio, perché vanno a cercare un’offerta di qualità fuori regione o nelle strutture private e questo moltiplica lo spreco».
Mirella Lelli
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