«Non ci possiamo permettere i contributi»

Pizzi spiega la revoca alle società sportive che gestiscono i campi di calcio e ipotizza aumenti per scuolabus e mense
TERAMO. «Non ce lo possiamo permettere». Il commissario prefettizio Luigi Pizzi sintetizza così la motivazione della scelta di azzerare i contributi economici alle società che gestiscono i campi di calcio. Il taglio di 60mila euro annui, ripartiti tra i gestori degli 11 impianti frazionali, è stato dettato dunque dalla necessità di far quadrare la contabilità e dalla valutazione sui servizi ritenuti meno essenziali rispetto ad altri per la contribuzione pubblica alle spese. «A fronte della situazione finanziaria dell'ente caratterizzata da una marcata anticipazione di cassa, sebbene compensata da crediti non riscossi, che ha prodotto richiami da parte della Corte dei Conti», tiene a precisare Pizzi, «l'amministrazione deve fare delle scelte». In pratica non si può concedere tutto a tutti.
«Bisogna individuare le priorità», conferma il commissario, «e in questo caso non possiamo contribuire anche al funzionamento dei campi calcio». Pizzi indica come criterio per il contenimento della spesa una «distinzione tra servizi» e rimanda a valutazioni successive eventuali ritocchi alle tariffe per scuolabus e mense. «Verificheremo», si limita ad annunciare, «anche per altre tipologie di spese».
La cancellazione dei contributi economici alle società che gestiscono i campi di calcio è accompagnata da una modifica al regolamento di utilizzo degli impianti sportivi approvata ieri da Pizzi in applicazione della sua funzione sostitutiva del consiglio comunale. Rispetto alla versione precedente, adottata dall'amministrazione decaduta, nel testo è stato ridefinito l'accesso gratuito alle strutture da parte di alcune categorie di persone e associazioni. «Abbiamo introdotto una distinzione tra impianti per i quali rimarrebbe una contribuzione da parte del Comune, sia con erogazione di fondi che in altre forme», spiega Pizzi, «e quelli a cui non è riconosciuto alcun beneficio». Per i primi restano in vigore i casi di utilizzo gratuito normati dalla precedente amministrazione. Per i secondi, invece, entra in vigore una serie di restrizioni. «La gratuità sarà prevista solo per le scuole elementari e medie», spiega il commissario, «associazioni di volontariato, in particolare quelle che si occupano dei disabili, e invalidi al 75% che però non abbiano un reddito Isee superiore ai settemila euro l'anno».
Nel regolamento, almeno in ipotesi, resta dunque la possibilità che alcuni impianti sportivi continuino a beneficiare di contributi economici. Il commissario, però, tiene a precisare che non si tratta di un "doppiopesismo" rispetto ai campi di calcio. «Il regolamento disegna una cornice all'interno della quale vanno inseriti i casi specifici», fa notare, «la previsione di un contributo economico non si può escludere a priori anche perché questo testo sarà ereditato dalla prossima amministrazione e resterà in vigore fino a quando non deciderà di modificarlo a sua volta». Il nuovo sindaco e la nuova giunta, in sostanza, avranno un appiglio normativo per ripristinare le contribuzioni economiche, ma è difficile che questa opportunità sia applicata dal commissario che probabilmente taglierà in fondi a tutti gli impianti, a cominciare dalla piscina comunale per la quale è in pubblicazione il nuovo bando di gestione temporanea. Il vecchio regime rimarrà valido solo per le concessioni ancora in vigore. E' il caso, ad esempio, di quella per la gestione del circolo tennis che scade nel 2019 e fino ad allora non sarà toccata, L'opera di riequilibrio finanziario avviato da Pizzi, però, non sarà limitato alla contrazione delle spese. Il commissario, infatti, annuncia di aver adottato iniziative per il recupero dei crediti in sospeso. «Ho scritto alla Regione, al Ruzzo e al ministero della Giustizia», conclude, «per la liquidazione delle somme dovute da ciascuno».
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