Non fu bancarotta, assolto imprenditore

Era l’amministratore della Tipografia 2000 di Mosciano, dichiarata fallita cinque anni fa
MOSCIANO. Era finito a processo con la pesante accusa di bancarotta fraudolenta patrimoniale, ma al termine del dibattimento è stato assolto.
Secondo il tribunale «persona non punibile per la particolare tenuità del fatto». Bruno Casalena, 65enne imprenditore, (difeso dall’avvocato Marco Gasparroni) era finito indagato nella sua veste di amministratore unico della Tipografia 2000 di Mosciano, azienda dichiarata fallita nel 2013 dal tribunale teramano. Secondo l’accusa ipotizzata dalla Procura, così si legge nel capo d’imputazione, «dissipava parte del patrimonio della fallita attraverso la vendita del capannone industriale ad altra società al prezzo di 352.023,22, ben inferiore al valore stimato dal perito nell’ambito della procedura fallimentare pari a 625.000. In particolare detta cessione avveniva in data 20 luglio 2016 allorquando la fallita aveva licenziato tutti i dipendenti, aveva cessato l’attività produttiva e versava in uno stato di conclamata decozione. Tale condotta pregiudicava irrimediabilmente i creditori che in tal modo vedevano svanite tutte le possibilità di recupero». L’uomo, inoltre, era accusato, si legge sempre nel capo d’imputazione, «di aver distratto la cassa risultante alla data del fallimento pari a 10mila e 372 euro».
La Procura, inoltre, lo aveva accusato anche di bancarotta semplice documentale «poichè», si legge sempre nel capo d’imputazione, «quale amministratore unico della Tipografia 2000 durante i tre anni antecedenti alla dichiarazione di fallimento non teneva i libri e le altre scritture contabili prescritti dalla legge e/o li teneva in maniera irregolare o incompleta. In particolare risultava mancante il libro inventari per tutti gli anni successivi al 2010». Nel corso di una lunga istruttoria sono stati ascoltati svariati testi e il collegio presieduto da Flavio Conciatori ha emesso sentenza di assoluzione.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

