Non lo vaccinano perché malato «Aiutatemi o sarò un recluso»

28 Luglio 2021

Appello di un 49enne di Sant’Egidio rimandato a casa dai medici dell’hub per le sue gravi patologie Brucchi: «Si rivolga alla Asl, i nostri specialisti approfondiranno. Non esistono esenzioni assolute»

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Tra tanti “no vax”, c’è anche chi vuole a tutti i costi il vaccino anti-Covid e se lo è visto negare. M.M. ha 49 anni ed è di Sant’Egidio alla Vibrata. Si è rivolto al Centro per chiedere aiuto. Soffre di diverse patologie che – almeno fino a questo momento – gli hanno impedito di ricevere il vaccino perché i medici presenti nel centro vaccinale, di fronte all’elencazione di quei problemi di salute, hanno ritenuto elevato il rischio di gravi effetti collaterali. M.M. il vaccino lo vuole, non solo per sentirsi protetto dal Covid e soprattutto dalla temuta variante Delta, ma per poter socializzare e non restare recluso in casa, isolato dal mondo. Le nuove misure previste dal governo Draghi, che impone il “green pass” per accedere in palestra, al ristorante, agli eventi, al bar, non ammettono deroghe, almeno per il momento. E per chi non ha il vaccino inizia l’incubo.
«Ho 49 anni e da diverso tempo soffro di diverse patologie», ci racconta l’uomo, «quando è stato il mio turno mi sono rivolto ai medici del centro vaccinale. All’atto dell’elencazione delle mie patologie mi è stato negato il diritto di ricevere la dose perché il rischio che avrei corso sarebbe stato elevato. Ho capito che i medici non volevano assumersi alcuna responsabilità. Mi sono rivolto anche al medico di famiglia, che nulla ha potuto. Insomma, a detta dei medici le mie condizioni di salute sono tali da evitare qualsiasi tipo di vaccino. Mi chiedo come sia possibile restare fuori, come possa accadere che chi è affetto da patologie gravi resti escluso dalla campagna. Siamo, più di altri, esposti a pericoli».
Il dilemma del 49enne santegidiese è pari a quello di altri cittadini a cui il mondo sanitario non riesce a dare una risposta univoca e certa. Il coordinatore regionale della campagna vaccinale, Maurizio Brucchi, però, non spegne le speranze del 49enne e di altri. «Non so perché chi era di servizio all'hub abbia ritenuto di non somministrare la dose, ma questo cittadino si rivolga alla Asl», fa sapere Brucchi, interpellato dal nostro quotidiano, «abbiamo specialisti in grado di approfondire le sue problematiche, di valutarle molto meglio rispetto a quanto poteva fare il medico vaccinatore. Ribadisco che il nostro obiettivo è vaccinare quante più persone possibile e aggiungo che esenzioni assolute dal vaccino anti-Covid non ve ne sono. Tutti, insomma, si possono vaccinare: tutt’al più», conclude, «bisogna individuare il tipo di vaccino più adatto e la finestra temporale giusta, ad esempio per i malati oncologici in chemioterapia».
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