Non maltrattò i genitori: assolto
Cadono davanti al giudice tutte le accuse contro un uomo di Bisenti
BISENTI. La fine di un incubo. La si potrebbe sinteticamente commentare così la vicenda che ha visto protagonista un 53enne di Bisenti, A.G. le sue iniziali, assolto dopo ben quattro anni dalle pesanti accuse che lo hanno interessato. Dal 2010, infatti, è finito sotto inchiesta e poi a processo per maltrattamenti in famiglia, ingiurie e minacce aggravate anche a causa dell'utilizzo di armi da fuoco nei pressi dell'abitazione. Reati dai quali il giudice del tribunale di Teramo, Franco Tetto, ha completamente assolto l'imputato.
La vicenda va ricondotta a litigi famigliari tra A.G., i suoi genitori e una sorella. Per questioni di proprietà erano sorti dei disaccordi e dei ripetuti litigi, culminati, poi, in varie denunce. A.G., che vive con la moglie e i figli nello stesso stabile dei genitori, sebbene con ingressi separati, secondo l’accusa avrebbe in varie occasioni maltrattato sia fisicamente che con intimidazioni verbali gli anziani genitori per via dell'abitazione in cui vive e che i genitori non volevano concedergli. A.G., che è padre di una bambina invalida, si sarebbe rifiutato di lasciare quella casa. Le prime denunce sono arrivate sui tavoli giudiziari alla fine del 2010, quando sono scattate le indagini. L'uomo ha sempre difeso la sua posizione ammettendo gli screzi con la famiglia, ma sottolineando che mai si è arrivati alle percosse e ai maltrattamenti. Il pm ha chiesto l’archiviazione, ma il giudice Roberto Veneziano ha disposto l’imputazione coatta di A.G. per le ipotesi di reato che lo riguardavano.
Si è quindi giunti al processo, nel quale il pubblico ministero ha chiesto per l'uomo una condanna a due anni e due mesi di reclusione. A.G., assistito dai legali Alessandro Di Clemente e Nicola Rago, che hanno sostenuto la sua innocenza, è stato quindi assolto da tutte le accuse. Un riscatto morale e umano importante per l'uomo, che in questi anni ha dovuto anche rinunciare alla sua grande passione, quella per la caccia, essendogli stato revocato il permesso di utilizzare le armi.
Evelina Frisa
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