«Non posso giudicare la Mastropietro»

Aperto il processo per gli appalti sui rifiuti a Roseto: giudice incompatibile perché si è già espresso sull’inchiesta Castrum
TERAMO. L’incompatibilità di un giudice detta i tempi del primo processo a Maria Angela Mastropietro, 60enne ex dirigente del Comune di Giulianova, principale accusata dell’inchiesta “Castrum” su un presunto giro di mazzette per appalti e attualmente agli arresti domiciliari.
Ieri si è aperto e subito chiuso il primo procedimento in cui la donna è imputata, in questo caso nella sua veste di ex dirigente del Comune di Roseto, di turbata libertà degli incanti per l’aggiudicazione di gare d’appalto per la gestione del servizio rifiuti nei Comuni di Roseto e Silvi. Inchieste solo apparentemente distanti visto che da quella sui rifiuti è nata quella sugli appalti di Giulianova per cui la donna comparirà a processo il 15 dicembre.
Per dirla in giuridichese “uno stralcio” partito da alcune intercettazioni telefoniche. E sono state proprio le intercettazioni telefoniche a far evidenziare ai pm Andrea De Feis e Luca Sciarretta (che hanno firmato i due fascicoli) un profilo di incompatibilità del presidente del collegio Flavio Conciatori che, nella sua veste di gip, in passato ha autorizzato la proroga di nuove intercettazioni per “Castrum” con la visione di atti del fascicolo sui rifiuti. Visto che l’incompatibilità è un istituto di diritto processuale teso a garantire l’imparzialità di chi giudica ex novo, è evidente che nell’evoluzione naturale di un processo questo aspetto può portare anche alla nullità del procedimento. Dopo una sorta di rovesciamento di ruoli tra pubblica accusa e difesa (che solitamente è quella pronta a sollevare incompatibilità e che invece ieri si è detta contraria alla richiesta della Procura) il giudice Conciatori si è dichiarato incompatibile rinviando l’udienza all’11 gennaio. Nell’attesa bisognerà capire anche che esito avrà l’altra incompatibilità sollevata dalla Procura e riguardante il giudice a latere Lorenzo Prudenzano che si è occupato di “Castrum” come componente del Riesame per un sequestro preventivo. Tecnicismi giuridici a parte, una cosa ha stabilito il collegio: all’udienza di gennaio la Mastropietro, qualora dovesse essere ancora detenuta, potrà presentarsi senza autorizzazioni o scorte. Oltre alla professionista, nel processo sui rifiuti sono imputati l’imprenditore Ercole Diodoro, legale rappresentante dalla Diodoro Ecologia, azienda rosetana che si occupa dei rifiuti; il suo collaboratore Alessandro Di Marzio; l’ex vice sindaco di Silvi Enrico Marini; il funzionario del Comune di Silvi Carlo Durante; il consulente Alberto Rao, professionista di Rovigo. Quest’ultimo deve rispondere dell’accusa di falso ideologico, mentre per gli altri l’imputazione è di turbata libertà degli incanti. Mastropietro è coinvolta come ex dirigente del Comune di Roseto nel periodo che va dal 2011 al 2014. In questa veste, secondo la Procura, avrebbe favorito l’impresa Diodoro Ecologia per l’aggiudicazione delle gare di appalto. Le accuse ipotizzano violazioni delle norme relative alla concorrenza negli appalti, agli affidamenti diretti e ai rinnovi dei contratti. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Gennaro Lettieri, Pietro Referza, Guglielmo Marconi e Fausto Castelli.
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