«Non poteva stare in carcere È una sconfitta dello Stato»

16 Giugno 2024

TERAMO. «Questa è l’ennesima sconfitta dello Stato italiano. Dinanzi ad episodi così particolari non sono ammissibili rinvii processuali, così lunghi e dannosi per la salute di un essere umano»:...

TERAMO. «Questa è l’ennesima sconfitta dello Stato italiano. Dinanzi ad episodi così particolari non sono ammissibili rinvii processuali, così lunghi e dannosi per la salute di un essere umano»: Federica Di Nicola è l’avvocato che ha assistito Giuseppe Santoleri dal secondo grado di giudizio e ha fatto di tutto per cercare di fargli scontare la pena fuori dal carcere. «Mi sono battuta per Giuseppe con la piena consapevolezza del suo precario stato di salute e della gravità delle sue condizioni psicofisiche, ho vissuto con lui le evoluzioni della sua malattia e il decadimento cognitivo, ho percepito la sua angoscia, il dolore e la disperazione, che hanno reso ogni giorno di più intollerabile la detenzione carceraria», dice, «mi aveva preannunciato che non avrebbe aspettato l’udienza del 18 luglio ma avevo cercato di confortarlo e rassicurarlo. Mi sento fortemente affranta e delusa. Ho tentato di accelerare i tempi rivolgendomi anche al garante dei detenuti , ho sollecitato il carcere ad una maggiore attenzione, ho cercato di muovere a pietà i giudicanti, ma tutto ciò è stato inutile, perché Giuseppe non ha avuto la forza di aspettare. Ucciso dallo Stato, dalle lungaggini processuali e dall’incuria dell’istituto carcerario».(d.p.)