«Non toccate l’area ex Villeroy»

Il presidente dell’Api Marcozzi: non si può vendere, ci sono dei vincoli
TERAMO. «Abbiamo tanti dubbi sul fatto che l’Arap possa vendere quelle aree perchè esiste un vincolo perenne, ma se ciò dovesse avvenire chiediamo sin da ora che il ricavato venga investito sul territorio teramano perchè l’area della ex Villeroy è della collettività teramana». Alfonso Marcozzi, presidente dell’Api (l’associazione delle piccole e medie imprese), tira fuori atti degli anni cinquanta per ricostruire la storia di uno sviluppo industriale, quello teramano, che ha visto prima nella Spica e poi nella Spea e Villeroy le aziende in cui sono passate generazioni di teramani.
Ora che l’Arap, l’agenzia regionale per le attività produttive, che ha assorbito gli ex Consorzi per lo sviluppo industriale, ha messo in vendita l’area con un’asta da 8 milioni, Marcozzi lancia un appello a tutte le istituzioni, a cominciare dal Comune di Teramo per finire alla Regione. Secondo Marcozzi «sull’area insistono vincoli precisi, a cominciare da quello perenne, giacchè quando nel 1954 quei terreni furono donati al Comune insieme a 15 milioni di vecchie lire, il vincolo della destinazione imposto dal Comune fu quello di edificarci un opificio di grande importanza sociale per il nostro territorio e, per i restanti terreni, anch’essi donati, vincolati in maniera perenne come intoccabili. La volontà degli amministratori dell’epoca fu quella di far sì che l’area fosse sempre una fonte di vantaggio e investimento per il territorio, per i cittadini. E noi vogliamo che questo succeda anche oggi». Rincara la dose Marcozzi: «Non vorremmo che il ricavato di questa vendita, qualora si possa fare, finisse su altri territori e non sul nostro». Marcozzi invita le istituzioni a verificare attentamente, alla luce degli atti che lui ha trovato e inviato a Comune e Regione, la legittimità dell’iter avviato per la vendita.(d.p.)
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