«Non è più tempo di campanili»

Il manager della Asl sulla protesta di Balducci contro i tagli all’ospedale di Atri
PINETO. Continua la rischiosa protesta di Luigi Balducci, l’ex amministratore comunale di Pineto che ha deciso di non sottoporsi alle cure mediche, di cui invece avrebbe urgente bisogno, per ribellarsi allo smantellamento dell’ospedale San Liberatore di Atri. Qui Balducci era giunto venerdì sera perché accusava sintomi piuttosto preoccupanti: un forte dolore al petto e al braccio sinistro. Un campanello d’allarme per gli operatori sanitari di turno, i quali hanno effettuato gli esami previsti dal protocollo in casi del genere da cui è emersa la necessità di un ricovero nel reparto di cardiologia. Ma lui ha rifiutato, «nonostante gli avvertimenti del medico di turno e del cardiologo», come si legge nel verbale di pronto soccorso. «Sono entrato al pronto soccorso in codice giallo e ne sono uscito con uno rosso»,. ci racconta al telefono Balducci con un filo di voce, «oggi (ieri per chi legge, ndc) è il quarto giorno che sono a casa, senza terapia e senza assistenza specializzata: mi rimetto nelle mani del Padre Eterno. D’altro canto non potrei fare altro, visto che i nostri politici hanno deciso di rendere il San Liberatore un ospedale di serie B, quindi non attrezzato per curare i malati come me».
Il direttore generale della Asl, Roberto Fagnano, sottolinea che le prestazioni sono comunque garantite dalla Asl, al di là del fatto che vengano fornite da questo o quell’ospedale. «I servizi di emergenza sono garantiti dalla Asl nella sua interezza e non dai campanili», commenta Roberto Fagnano, «tutte le patologie che sono legate al tempo sono garantite laddove la gravità del caso lo consente: con un infarto grave non si può pretendere di andare ad Atri. La pretesa di farsi curare sotto casa è assolutamente anacronistica. Per tutte le patologie tempodipendenti l’organizzazione del 118 garantisce le cure più accurate. D’altronde il discorso vale anche per altre patologie: chi ha l'ictus va a farsi curare ad Atri? E l'aneurisma? Lo stesso è per l’infarto grave».
Balducci per ora sembra non arretrare: ha deciso di pubblicare tutta la documentazione medica su Facebook, dove tiene anche un diario quotidiano circa le sue condizioni di salute. Aspetta che l'assessore regionale alla sanità Paolucci gli dia rassicurazioni circa l'idoneità del reparto di cardiologia del San Liberatore di Atri, dove «non hanno gli strumenti idonei per operare: tutti fanno miracoli ma sono rimasti veramente in pochi. Pensate che mi hanno detto che se le mie condizioni si fossero aggravate mi avrebbero trasferito all'ospedale di Teramo in elicottero». (a.f.-f.ce.)
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