Nonni e nipote di nuovo insieme

19 Aprile 2022

In fuga dal conflitto, accolti in strutture diverse: a Pasqua si sono riabbracciati

TERAMO . È stata una Pasqua da ricordare quella appena trascorsa nella casa di riposo De Benedictis. Proprio nella struttura teramana dell’Asp1 sono stati accolti per alcune settimane due ospiti ucraini in fuga dalla guerra e momentaneamente separati dalla nipote adolescente. «Le immagini che abbiamo scattato possono solo in minima parte raccontare l’emozione che abbiamo vissuto incrociando la storia di Raissa e Vladimir, due coniugi ucraini ospitati per questo breve arco di tempo qui in città, nella casa di riposo», racconta il commissario dell’Asp1 Roberto Canzio, «un incontro di vite che, per quanto breve sia stata l’esperienza umana condivisa, ci ha lasciato molto in eredità».
Gli ospiti sono ripartiti nel giorno di Pasqua, diretti a Settimo Torinese, dopo essersi ricongiunti con la nipote di 14 anni, anche lei fuggita dagli orrori della guerra. La mamma della ragazza, figlia della coppia ucraina, è morta e con i due nonni quindi si è instaurato un legame ancora più forte. La ragazza, però, in questo periodo ha dovuto separarsi da loro in quanto accolta nell’istituto Castorani di Giulianova. «Chiaramente la scelta più felice dal punto di vista degli affetti era che Raissa e Vladimir, messi così a dura prova dalla devastazione di quanto hanno visto e vissuto, potessero tornare ad avere al loro fianco la nipote e iniziare così, tutti e tre insieme, un nuovo percorso di vita», evidenzia Canzio, «Raissa e Vladimir, a cui abbiamo cercato di attutire nel modo migliore possibile le piccole criticità concrete che dovranno affrontare in questa fase, sono quindi ripartiti per il Piemonte portandosi dietro anche il ricordo – una piccola condivisione di una diversa cultura – dei dolci tipici della Pasqua teramana, la tradizionale pizza all’anice e la “pizza cola”. Perché un altro aspetto della nostra struttura, su cui puntiamo con forza, è quello fatto di umanità e condivisione».
Il commissario si dice piacevolmente sorpreso dalle parole che Raissa ha voluto dedicare alla struttura che l’ha ospitata insieme a Vladimir: «Siamo molto grati per la calorosa accoglienza e attitudine di tutto lo staff del centro sotto la guida di Roberto. Ci hanno visto partire come una famiglia anche se siamo stati lì per tre settimane. Grazie mille per averci ospitato, abbiamo dovuto lasciare il centro per stare finalmente con la nostra nipotina».