Norante: «Niente ritardi della commissione d’inchiesta»

ROSETO. «Appare veramente paradossale che a sollecitare i riscontri dei lavori della commissione consiliare d’inchiesta sui lavori pubblici siano proprio i principali indiziati degli scempi commessi...
ROSETO. «Appare veramente paradossale che a sollecitare i riscontri dei lavori della commissione consiliare d’inchiesta sui lavori pubblici siano proprio i principali indiziati degli scempi commessi a Roseto negli ultimi anni e che sono sotto gli occhi di tutti». Inizia così la replica di Antonio Norante, presidente della commissione in questione, alle accuse mosse da Teresa Ginoble, capogruppo del Pd in consiglio comunale, in merito ai ritardi sulla conclusione dei lavori d’indagine dell’organismo stesso. «Un atteggiamento quantomeno temerario quello del capogruppo del Pd Ginoble», incalza Norante, «che forse avrebbe fatto meglio a tacere nell’auspicio che i “reati” che saranno contestati andassero in “prescrizione”, ma possiamo garantire che così certamente non sarà in quanto stiamo ultimando di passare al vaglio, con un’opera di certosina ricognizione, i lavori realizzati a Roseto negli ultimi anni». Nel mirino della commissione i sottopassi ferroviari; via Latini; il palazzo comunale; il lungomare. «Sono opere realizzate da passate amministrazioni», aggiunge Norante, «in cui la Ginoble ha recitato un ruolo di primo piano che oggi, fortunatamente per la città, non recita più e che, ci auguriamo, non reciti più neanche in futuro». Norante spiega che i ritardi nella stesura della relazione finale sono dovuti alla difficoltà di avvalersi della collaborazione del personale e dei tecnici comunali, troppo impegnati nel loro lavoro quotidiano. «Sia chiaro comunque», avverte Norante, «che la commissione agirà fino in fondo ponendo in essere tutte le iniziative necessarie a tutela degli interessi della collettività rosetana e a risarcimento della stessa gravata dall’ex amministrazione».
Federico Centola
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