Notaresco, box come deterrenti della velocità

25 Agosto 2020

Il primo cittadino Di Bonaventura risponde alle critiche sui social contro i dissuasori

NOTARESCO. «I sei box per autovelox per ora devono fungere da deterrenti, sono postazioni che potranno essere utilizzate esclusivamente alla presenza di vigili urbani in orari e giorni prestabiliti. Quando non sono attive però dissuadono i “corridori”». Il sindaco di Notaresco e presidente della Provincia Diego Di Bonaventura replica così ad una serie di lamentele dei cittadini diffuse sui social, preoccupati dall’improvvisa installazione in vari punti del territorio di colonnine arancioni adibite al controllo della velocità. «L’introduzione di questi box», insiste Di Bonaventura, «è inserita all’interno di un progetto creato in collaborazione con la polizia municipale, che sta lavorando per fare in modo che le statali 150 e 553 smettano di essere dei circuiti di Formula 1».
Il programma in questione è stato denominato “Velocity” e nascerebbe da uno studio che avrebbe evidenziato velocità totalmente fuori controllo in diversi punti del territorio, con più della metà dei passaggi rilevati oltre il limite urbano e con punte massime ben superiori ai 100 km orari. Il nuovo progetto, che l’amministrazione ha scelto di sperimentare per un periodo di sei mesi, prevede appunto l’utilizzo di colonnine mobili particolarmente visibili con l’intento di scoraggiare le infrazioni, di dimensioni molto contenute per non impattare sulle strutture urbane, di facile posizionamento mobile sui diversi punti critici del territorio e l’attivazione a turno dei controlli periodici da parte della polizia locale. «Non si tratta infatti di semplici dissuasori ma di vere e proprie postazioni di controllo mobili», conclude il sindaco, «attivate a turno nelle zone più a rischio, anche se la finalità essenziale del sistema è quella di prevenire le condotte illecite più che di punirle sistematicamente».(p.s.)
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