Notte dei saldi, un successo a metà

Tanta gente in centro ma la maggior parte dei negozi non aderisce all’iniziativa di prolungare l’orario di apertura
TERAMO. Metti un sabato sera di luglio a Teramo centro con la Notte dei saldi. E metti che in giro c’è molta più gente di quella che ci sarebbe stata in città in un sabato senza particolari attrazioni. Gente venuta in buona parte dal circondario, se non addirittura dalla costa. Un successo indiscutibile, dunque? No, un successo a metà. Perché va anche notato come attrazioni collaterali – tranne la cover band di De Andrè pagata personalmente da Tiziano Lattanzi di Sottosopra – non ce ne fossero, e soprattutto va sottolineato come all’iniziativa di restare aperti fino a tardi abbia aderito una minima parte dei commercianti del cuore della città, per la precisione 26 (la metà abbondante dei quali di corso San Giorgio, gli altri sparsi tra i due corsi vecchi, via Savini e via Capuani). E questo potrebbe creare un “rimbalzo” negativo d’immagine, perché chi è venuto da fuori - ma anche chi è rimasto in città invece di scendere al mare - per guardare vetrine e fare shopping ha trovato chiuso il 70 per cento dei negozi. E magari, alla prossima notte d’inizio saldi, se ne va a Pescara o a San Benedetto.
È evidente, i commercianti teramani sono divisi e scoraggiati. Non c’è più un consorzio davvero attivo che li rappresenti e le proposte partono da pochi. Ai quali la maggioranza risponde picche quando si tratta di tirar fuori un contributo (nel caso 100 euro) per iniziative promozionali come quella di ieri. Poi succede anche che chi non aderisce resti aperto, sfruttando l’onda di un evento al quale non ha contribuito, e viene un po’ da ridere. Se non altro tra quelli che hanno aderito, ieri sera fino alle 23, si registrava una certa soddisfazione. Più per il movimento, in verità, che per le vendite. Ma, almeno, si può ripartire da questo: la gente c’era.(d.v.)
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