Noè Lucidi, i genitori interrogati come testi
Dalla polizia giudiziaria i firmatari dell’esposto da cui è partito il procedimento Nel fascicolo c’è già una prima documentazione presa negli uffici comunali
TERAMO. I genitori in Procura dopo l’esposto sulla scuola elementare Noè Lucidi. Se l’inchiesta sui lavori post-sisma negli edifici scolastici è appena iniziata, quella sul caso della Lucidi ha già superato la prima fase di acquisizione degli atti e in questi giorni la polizia giudiziaria sta ascoltando tutti i genitori firmatari dell’esposto nella loro veste di persone informata sui fatti. L’inchiesta del sostituto procuratore Bruno Auriemma mira a fare chiarezza su una serie di interrogativi posti nell’esposto e riguardante le condizioni dell’edificio. Nel fascicolo (per ora contro ignoti e quindi senza nessun indagato) c’è già una prima documentazione destinata ad aumentare con l’acquisizione di ulteriori atti e verbali dopo quelli già prelevati negli uffici comunali A cominciare da quelli dei lavori di adeguamento antisismico costati 800mila euro alla Noè Lucidi, chiusa prima di Natale dopo la scoperta di una fessura nel pavimento del secondo piano. Una crepa, visibile anche sul soffitto del piano sottostante, che si è palesata dopo le verifiche che avevano consentito all'amministrazione comunale di dichiarare agibile e riaprire la scuola. Che è rimasta chiusa fino al 20 dicembre quando i bambini, nel frattempo trasferiti in parte alla Zippilli e in parte al Parco della scienza, sono rientrati nell’edificio di viale Crispi. Un provvedimento, quello della chiusura, che l’amministrazione ha detto di aver adottato per anticipare i lavori d’installazione di una rete protettiva nei solai già pianificati per la prossima estate, sottolineando in più occasioni «la sicurezza della scuola garantita anche dopo i controlli della Protezione civile». Provvedimento, quello della chiusura, che ai genitori è suonato come una presa in giro. «Ma se la scuola era sicura, perché anticipare lavori che erano previsti a giugno?» hanno detto in più occasioni. Nel fascicolo della procura, oltre all’esposto dei genitori, molto probabilmente confluirà anche quello presentato nei mesi scorsi dal comitato di quartiere De Albentiis sui lavori fatti nella scuola prima del terremoto di Amatrice. Secondo il comitato la ditta incaricata dei lavori non avrebbe avuto i requisiti necessari. L'edificio, in quanto di valore storico, è sottoposto a tutela architettonica e per questo, secondo il comitato, i lavori andavano affidati a imprese specializzate. (d.p.)
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