Nuova conduttura non prima del 2018

Ruzzo, i 33 milioni dello Sbloccaitalia disponibili tra due anni. Intanto si rompe di nuovo l’adduttrice della costa nord
TERAMO. Non c’è pace per la “litoranea” e per tutti i rubinetti alimentati da questa condotta del Ruzzo. Ieri notte si è infatti rotta la conduttura che rifornisce tutta la costa da Cologna a Martinsicuro. E’ stato un remake di quanto accaduto l’8 luglio. «L’adduttrice litoranea si è rotta dove è stata fatta la riparazione l’ultima volta», spiega il presidente del Ruzzo Antonio Forlini, «la ditta che lavora sull’alveo del Borsacchio non ha seguito nostre indicazioni e ha sovraccaricato di terra la conduttura, che si è rotta». I tecnici del Ruzzo sono intervenuti subito e ieri mattina alle 10 la litoranea è stata rialimentata. «Abbiamo subito avvisato i sindaci», precisa Forlini, «il problema è che nel frattempo i serbatoi si sono vuotati: con le autoclavi grandi non si hanno inconvenienti, ma se l'autoclave è piccola ci sono abitazioni che possono essere rimaste temporaneamente senz'acqua. Un problema può derivare anche dalla formazione di aria nelle condutture, come è accaduto recentemente a Martinsicuro. In questi casi bisogna far “sfiatare” la conduttura nei punti più alti, ma per far questo c’è bisogno di segnalazioni circostanziate, perchè l’intervento deve essere molto preciso». In ogni caso si segnala qualche disagio a Martinsicuro nei piani alti, ma in genere l’acqua è tornata in tarda mattinata.
Al di là delle rotture, l’intervento che risolverà definitivamente il problema di carenza idrica, soprattutto sulla costa, è l’adduttrice che sarà realizzata con i 33 milioni dello “Sbloccaitalia”. Si tratta del collegamento fra il potabilizzatore di Montorio, che produce 1.400 litri di acqua al secondo, e la costa che d’estate soffre di carenza idrica. Attualmente la conduttura è inadeguata: ne sarà installata una lunga 30 chilometri dal diametro di più di un metro. «Stiamo completando le procedure di acquisizione del progetto: entro il 31 ottobre bandiremo la gara d'appalto. I fondi però saranno disponibili nel 2017-2018, i tempi saranno condizionati a questa data». In sostanza lo “Sbloccaitalia”, varato nel 2014, diventerà realmente operativo tre-quattro anni dopo. La realizzazione dell’adduttrice, dunque, risentirà del ritardo. «Speriamo, ottimisticamente di completarla nel 2018», osserva laconico Forlini. Di certo c’è che se non verrà fatto il bando entro il 31 ottobre il governo si riprende i soldi. Che ancora non ci sono.
In effetti sull’adduttrice pesa un’altra incognita. Cioè la pronuncia dell'autorità anticorruzione (Anac) che ha contestato affidamento che fu fatto dal Ruzzo al progettista. «Stiamo adottando una procedura che ci consenta di tener conto delle osservazioni dell'Anac», risponde Forlini.
E’ questo il lavoro più importante, ma non l’unico previsto da un pacchetto di investimenti da più di 50 milioni di euro previsto nel piano industriale stilato da Folini. Ci sono progetti finanziati con i fondi Fas per un totale di 23 milioni. Ad esempio è stata già bandita la gara per il nuovo depuratore di Alba: ora si è nella fase della ora valutazione dei progetti. Per il nuovo depuratore di Tortoreto saranno aperte le buste delle offerte entro fine mese. Poi ci sono altri progetti sulle reti fognarie: sono in gran parte gare al massimo ribasso, bandite in questi giorni. Fra i lavori c’è l’eliminazione alcune fosse Imhoff da Civitella a Villa Lempa con la realizzazione di una fognatura per portare i liquami al depuratore di Villa Marchetti, una fognatura a servizio del nel centro commerciale di San Nicolò, l’eliminazione del depuratore Coste del Monte a Mosciano e realizzazione di una fognatura per portare i liquami a Villa Pozzoni.
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