Nuova critica al piano spiaggia «È difforme da quello regionale»

GIULIANOVA. Il Sib (Sindacato italiano balneari) torna all’attacco contro il piano demaniale marittimo comunale, comunemente identificato come piano spiaggia. Questa volta la polemica riguarda il...
GIULIANOVA. Il Sib (Sindacato italiano balneari) torna all’attacco contro il piano demaniale marittimo comunale, comunemente identificato come piano spiaggia. Questa volta la polemica riguarda il mancato accertamento da parte del Comune della effettiva rispondenza del piano spiaggia comunale al piano demaniale marittimo regionale. Tre anni fa la Regione aveva chiesto ai Comuni di effettuare questa verifica, ma nonostante una delibera della giunta comunale che ordinava al dirigente preposto di farla, l’amministrazione giuliese è rimasta inadempiente. Il Sib adesso evidenzia la mancata verifica e ribadisce che, a suo giudizio, il piano spiaggia a suo tempo approvato è illegittimo. Nel medesimo provvedimento di giunta veniva indicato al dirigente, in caso di necessità di adeguamento delle planimetrie al piano demaniale regionale, di fornire incarico ad un tecnico esterno all’Ente per conformare i due strumenti urbanistici. E l’iter si sarebbe dovuto esaurire entro il 30 giugno 2017. Domizio Scilli, presidente provinciale del Sib, ricorda che già in occasione di una riunione per la formazione dell’ordinanza di sicurezza in mare sarebbero venute fuori alcune incongruenze per ciò che riguarda l’utilizzo del demanio. «Da anni», dice Scilli, «tutti i comuni costieri si sono dotati del piano demaniale marittimo, ma se prendiamo ad esempio quello di Giulianova notiamo che siamo in presenza di uno strumento urbanistico anomalo». Secondo il Sib il piano spiaggia giuliese non sarebbe conforme a quanto disposto dalla Regione, si baserebbe su calcoli errati, non risulterebbero indicate tutte le concessioni ubicate sulle aree demaniali e altre irregolarità. «Tutte le concessioni in capo al Comune», aggiunge Scilli, «sono state escluse dal piano come quattro canali di scolo, mentre due analoghe situazioni a nord non risultano addirittura segnalate. Ignorato il codice della navigazione e sentenza della Cassazione del 2014 in merito al movimento delle maree. Troppa confusione attorno ad uno strumento che, invece di portare chiarezza, ha contribuito a creare confusione».
Alfonso Aloisi
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