Nuova discarica, il consorzio: «Gli ostacoli si possono superare»

16 Ottobre 2019

Presentate le controdeduzioni in Regione. Il Piomba-Fino ritiene inesistente il vincolo ambientale e punta a spostare altrove le parti dell’impianto che ricadono su aree a rischio frana

ATRI. Il consorzio Piomba-Fino sfida tutti e tira dritto per l’ampliamento della discarica Santa Lucia. Giorni fa il commissario del consorzio Laura D’Alessandro tramite il responsabile unico del procedimento Nicola Frattura ha inviato le attese controdeduzioni al Servizio valutazioni ambientali della Regione Abruzzo evidenziando come si possa aggirare l’ostacolo dei vincoli paesaggistico-territoriali e rischi idrogeologici sui terreni circostanti all’invaso da costruire.
Nel documento si legge: «Per le parti della nuova discarica che interessano aree sottoposte a vincolo idrogeologico occorrerà richiedere il nulla osta allo svincolo; le parti della nuova discarica che interessano aree sottoposte a vincolo idrogeologico caratterizzate da rischio moderato R1 e a pericolosità elevata P2 verranno spostate in aree idonee non ricadenti né in aree a rischio R1 né P2, come già indicato in una relazione datata 3 luglio 2019. L’affermazione che il nuovo sito di discarica rientra in aree di pregio agricolo non è corretta in quanto tale apparente criterio escludente va necessariamente esplicato e approfondito rispetto alla macro-localizzazione dell’intervento. In particolare non si rileva la presenza sulle aree agricole di intervento di produzioni certificate, in ragione sia della presenza degli impianti esistenti sia in ragione della fascia di rispetto degli stessi, così come disciplinato dalla vigente strumentazione urbanistica comunale». In merito ai paventati dubbi di sversamenti di liquidi inquinanti in zona fosso Campratone nelle sottostanti falde acquifere, il consorzio ribatte: «Il fosso Campratone non risulta inserito nell’elenco delle acque pubbliche, perciò non è richiesta alcuna limitazione di distanza da detto fosso, siamo in grado di fornire attraverso idonea documentazione la dimostrazione di assenza di falda». Poi in merito a ostacoli inerenti a passaggi stradali vicino l’invaso di raccolta il consorzio risponde: «Esiste la possibilità di realizzare il piazzale di stoccaggio del percolato nel rispetto delle fasce di rispetto stradale». Infine, sulla vicinanza della nuova discarica al sito d’interesse comunitario (Sic) “Calanchi di Atri”, la controdeduzione è: «Il proponente si atterrà a quanto previsto dal piano di gestione Sic». Il consorzio ha chiesto alla Regione ulteriori 45 giorni di tempo per addurre ulteriore documentazione atta a definire in dettaglio quanto osservato.
Ieri l’assessore all’ambiente del Comune di Atri Mimma Centorame si è detta pronta a replicare punto per punto alle controdeduzioni: «Con il dirigente del Comune stiamo preparando un documento preciso, dalle risposte del Consorzio emerge una progettualità diversa da quella presentata per cui la richiesta di ampliamento andrebbe rigettata. Adesso però aspettiamo la prossima conferenza di servizi che dovrà essere indetta a breve».
©RIPRODUZIONE RISERVATA